Spalmatura stipendi Bari Calcio: mezza squadra dice no. Alto rischio penalizzazioni

Quattordici elementi della rosa biancorossa dico no alla dilazione degli stipendi. Se entro il 15 non si trova una soluzione, sono pressoché certe le penalizzazioni da scontare nel prossimo campionato

Non c'è pace per il Bari Calcio: dopo il tormentone legato al presunto fallimento societario, a quanto pare scongiurato per via di un accordo trovato fra i Matarrese e il Comune, la società biancorossa deve fare i conti con i problemi relativi alla questione 'spalmatura ingaggi'. In mattinata, infatti, si è tenuto l'incontro all'Ispettorato del Lavoro cittadino per sottoscrivere l'accordo fra il club e i giocatori, accordo finalizzato ad accettare la rateizzazione degli ingaggi relativi al trimestre gennaio-marzo.


CHI DICE SI E CHI NO - Ebbene, 14 tesserati non si sono presentati presso l'ufficio dell'Ispettorato, fatto questo sintomatico della volontà di non accogliere la richiesta di una dilazione dei pagamenti. E se preventivabili erano i no alla spalmatura dei vari Barreto, Bentivoglio, Huseklepp, Romero, Raggi, Rossi, Rudolf e Okaka, decisamente più sorprendenti sono quelli di Almiron (molto spesso presente in curva fra i tifosi che immaginiamo come reagiranno alla notizia), Kutuzov (che fino a ieri pareva aver accettato la proposta) e il fedelissimo Belmonte (a Bari dal 2005), ai quali si aggiungono quelli di Castillo, Ghezzal e Salvatore Masiello. Meno numerosa la schiera dei sì: Alvarez, Codrea, Donati, Gazzi, Gillet, Andrea Masiello, Padelli, Rivas, Galasso e anche (sorprendentemente) Langella e Glik hanno accettato la proposta della dirigenza biancorossa mentre Kopunek, Boerchio, Rinaldi e Strambelli, per via dei loro bassi stipendi, non sono stati considerati in nessuno dei due schieramenti.


EVOLUZIONI DELLA VICENDA - A questo punto, i rischi di penalizzazioni da scontare nel prossimo campionato di serie B per il Bari sono piuttosto elevati considerando che la scadenza federale per l'adempimento degli obblighi relativi ai pagamenti è fissata al prossimo 15 maggio. E se entro tale data un accordo non verrà trovato, è difficile immaginare uno scenario diverso da quello ipotizzato anche perché attualmente c'è un altro trimestre da considerare.
 

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