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Storie

Storia di Domingo Schingaro, lo chef barese della più famosa masseria di lusso in Puglia

Ha le idee ben chiare fin da piccolo, frequenta l’alberghiero di Bari per poi iniziare a collezionare esperienza tra Italia ed Europa. Dal 2016 è alla guida del ristorante gastronomico Due Camini all’interno del luxury resort Borgo Egnazia

All’anagrafe Domenico Schingaro, ma conosciuto da tutti come Domingo. Nasce a Bari, nel 1980. Inizia in cucina giovanissimo e oggi è l’executive chef in uno dei resort più rinomati in Italia e nel mondo. Come ci è arrivato? “Sin da piccolo sono sempre stato a contatto con la cucina e il cibo. Mia mamma era una massaia, i ricordi dei suoi piatti sono ancora vivi nella mia mente, e mio padre un pescatore: è stato lui a trasmettermi la passione per la materia prima e l’importanza della freschezza degli ingredienti”, ha raccontato in un’intervista.

Borgo Egnazia

Gli studi e le esperienze in cucina

Domingo frequenta l’istituto alberghiero a Bari e muove i primi passi in cucina al Riva dei Tessali Hotel and Golf Resort a due passi da casa, poi vola a Londra. Era il 1999 e approda al Grosvenor House le Meridien per lavorare con lo chef Adriano Cavagnini, a cui seguono altre esperienze di rilievo in ristoranti e hotel come lo Sheraton di Bari. Nel 2004 entra nella cucina dello storico ristorante Antico Buoi Rossi di Alessandria, dove rimarrà per circa 10 anni. Poi l’incontro folgorante con Andrea Ribaldone nel 2014, e rimane al suo fianco nella nuova gestione del ristorante I Due Buoi sempre ad Alessandria, che nel 2015 riceve la Stella Michelin.

Nello stesso anno è resident chef insieme a Ribaldone al ristorante Identità Expo San Pellegrino in collaborazione con Identità Golose - Magenta Bureau presso Expo Milano. Nel 2016 torna a casa come executive chef di Borgo Egnazia a Savelletri, con l’incarico di coordinare la parte ristorativa del resort sotto la direzione di Ribaldone, e in particolare di curare la proposta del ristorante gastronomico Due Camini. E anche qui nel 2018 arriva la Stella Michelin, e viene premiato come Novità dell’Anno e con Tre Cappelli per La Guida I Ristoranti d’Italia de L’Espresso.

Borgo Egnazia, il ristorante I Due Camini

Il ristorante i Due Camini di Borgo Egnazia e i menu

I Due Camini è il ristorante fine dining all’interno di Borgo Egnazia, resort di lusso che si trova a Savelletri di Fasano (provincia di Brindisi) sulla costa adriatica pugliese. Uno straordinario complesso alberghiero che si distingue per la sua architettura tradizionale ispirata a un paesello pugliese, con tanto di piazza centrale, piccole strade in pietra, mercatini, villette, spa e spiagge private, che si fonde armoniosamente con il paesaggio circostante. Schingaro, oltre che del ristorante stellato, coordina le cucine di altri 6 ristoranti: dal bistrot al beach club, passando per un locale completamente vegetariano. Tutti caratterizzati da ambienti meravigliosi, che reinterpretano il concetto di lusso in chiave rurale, i Due Camini si distingue per la sua eleganza e i suoi toni naturali, caldi e accoglienti che ricordano un ambiente domestico. Qui lo chef barese porta in tavola la sua terra con una cucina essenziale, che affonda le radici nella memoria per diventare estremamente contemporanea.

Borgo Egnazia, e la riproduzione di un borgo agricolo pugliese

“Nel ristorante Due Camini di Borgo Egnazia cerco di descrivere in ogni piatto i gusti forti e decisi della tradizione pugliese, interpretati in chiave contemporanea e preparati utilizzando principalmente prodotti del territorio”, ha spiegato in una recente intervista. Questo dà origine a piatti come Gnumaredd, cicoria e lampascioni, un tuffo nella Puglia più sincera, oppure Podolica, uva, abrotano e primitivo. Una visione che esprime attraverso tre menu degustazione pensati partendo dalla territorialità e dalla stagionalità dei prodotti, oltre che dalla cultura mediterranea. Selva, pensato per scoprire l’anima più selvaggia dei boschi (7 portate 180€; 5 portate 140€), Crianzè un percorso tra i grandi classici dello Chef dal 2017 a oggi (180€; 5 portate 140€), e Foglie un’esperienza 100% vegetale alla scoperta della biodiversità della regione (160€; 5 portate 120€). Piatti dagli abbinamenti decisi, dove esprime il suo forte legame con la Puglia, che mantiene in tutti i locali di Borgo Egnazia.

La cucina di chef Domingo Schingaro

Una cucina essenziale e materica in cui le parole d’ordine sono territorio, stagionalità e ricerca. Che parte da una grande materia prima fortemente legata alla Puglia: ricci di mare, granchio la pelosa, pasta fresca, gnumaredd, anguilla, podolica, cicoria, lampascioni e mandorle. “Le caratteristiche della mia cucina sono il gusto, i sapori forti e decisi e la Puglia, protagonista assoluta”, ha dichiarato Schingaro. La sostenibilità e la stagionalità giocano un ruolo fondamentale nella sua filosofia, che si distingue per l’impegno nel rispetto della materia prima e delle tradizioni culinarie locali. Valori che vengono integrati nel suo approccio culinario contemporaneo, che celebra e valorizza la ricchezza del territorio.

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