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"Quindici giorni per lasciare la casa, altrimenti vi ammazziamo": pestaggio nella faida tra gli Strisciuglio, nove arresti a San Pio

Contestati, a vario titolo e in concorso, lesioni aggravate, violenza privata, atti persecutori, violazione di domicilio e, per uno di loro, di violenza sessuale nei confronti della madre del ragazzo aggredito

 

"Avete 15 giorni di tempo per andarvene, altrimenti vi uccidiamo”: è la minaccia a seguito di un brutale pestaggio subito a maggio scorso da un ragazzo di 23 anni nella sua casa di Bari Palese da parte di persone riconducibili al clan Strisciuglio di San Pio. Queste ultime, assieme a un nono soggetto, sono state arrestate dai Carabinieri nel corso di un blitz messo a punto dalla Dda di Bari.

I reati contestati, a vario titolo e in concorso, sono di lesioni aggravate dall’aver commesso il fatto in più di cinque persone, alla presenza di un minore e con l’utilizzo di un’arma, violenza privata, atti persecutori, violazione di domicilio e, per uno di loro, di violenza sessuale nei confronti della madre del ragazzo aggredito. I reati hanno l'aggravante di aver agito con metodo mafioso e motivi abietti. 

Un raid compiuto dal 'branco' con alcuni dei componenti che hanno agito da 'pali' mentre altri sono entrati nell’abitazione, hanno aggredito la madre che cercava di proteggere suo figlio e si sono avventati sul ragazzo colpendolo violentemente con un tirapugni. La donna, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti. avrebbe cercato in tutti i modi di salvaguardare suo figlio e mentre provava ad allontanarli, uno di loro l'avrebbe palpeggiata più volte. L'obiettivo dei malviventi, secondo gli investigatori, sarebbe stato quello di costringere le vittime a lasciare la propria abitazione, secondo quanto 'ordinato' dalla suocera del mandante dell'aggressione, anch'ella arrestata e condotta in carcere. 

Grazie alle immagini di sistemi di videosorveglianza, alle dichiarazioni delle vittime ed alle fonti di prova raccolte, i Carabinieri della Compagnia di Bari San Paolo, coordinati dalla locale Procura della Repubblica - Dda, hanno identificato e denunciato 7 degli otto componenti del gruppo, oltre che il mandante della spedizione punitiva. Il giovane aggredito, a seguito di quanto accaduto, ha deciso di collaborare con la giustizia ed è stato scortato in una località protetta unitamente al suo nucleo familiare.

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