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Legambiente stila la classifica della città più vivibili: Bari è solo 66esima

I risultati della XXII edizione del dossier 'Ecosistema urbano': "In Puglia città ingessate e performance ambientali statiche". Tra le note positive per il capoluogo pugliese, il numero di isole pedonali e la presenza di impianti di energia rinnovabile installati sugli edifici comunali

Qualità dell'aria, gestione delle acque e dei rifiuti, servizio di trasporto pubblico e mobilità, energia e fonti rinnovabili. Diciotto indicatori, in tutto, presi in considerazione da Legambiente per mettere a confronto 104 capoluoghi di provincia ed individuare le città più vivibili d'Italia. I dati della XXII edizione del rapporto 'Ecosistema urbano', realizzato dall'associazione in collaborazione con l'Istituto di Ricerche Ambiente Italia e Sole 24 Ore, sono stati resi noti oggi.

Ancora una volta, la ricerca mette in luce un netto divario tra Nord e Sud, cui non sfuggono le città pugliesi, che pur guadagnando qualche posizione, restano per lo più nella seconda metà della classifica. Se a guidare la graduatoria nazionale sono Verbania, Trento, Belluno, Bolzano Macerata e Oristano, i capoluoghi pugliesi Brindisi, Foggia e Bari, salgono e si piazzano rispettivamente al 37°, 56° e 66° posto, seguiti da Taranto e Lecce, rispettivamente al 82° e 89° posto. Invece, i dati dei tre capoluoghi della provincia di Bat non sono stati presi in considerazione perché incompleti e in alcuni casi non pervenuti.

"Anche nella XXII edizione di Ecosistema Urbano – commenta Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – emerge un quadro sostanzialmente statico delle performance ambientali delle città capoluogo pugliesi, che arrancano e faticano a rinnovarsi in chiave sostenibile. Non si può procedere solo con interventi puntuali. La trasformazione delle città è una grande sfida che non può non passare dalla messa in sicurezza dalle catastrofi naturali, dal rilancio della vita sociale nei quartieri, dalla valorizzazione della cultura, dalla riqualificazione energetica, dall’arresto del consumo di suolo, dagli investimenti nel sistema del trasporto periurbano sino al sostegno alla mobilità nuova".

Per quanto riguarda Bari in particolare, i dati positivi riguardano la presenza di isole pedonali (23esimo posto nella classifica nazionale) e di impianti di fonti rinnovabili (fotovoltaico e termico) installati sugli edifici comunali (32esimo posto). Bene anche il tasso di motorizzazione, ossia il numero delle auto circolanti ogni 100 abitanti. Tra le note negative, invece, il dato sulla dispersione dell’acqua dalla rete  (ovvero la differenza tra l’acqua immessa e l’acqua consumata per usi civili, industriali e agricoli): se Foggia è la migliore, prima nella classifica nazionale, con il 5,4%, tra le città pugliesi Bari è la peggiore, con il 51,3%. Per quanto riguarda invece la raccolta differenziata, Bari resta nella parte bassa della classifica (79esimo posto) sebbene la percentuale di raccolta sia passata dal 21,5% dell'anno precedente al 30%.

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