Michele D'Ambrosio per Santeramo: “Voglio che questa campagna elettorale sia pacifica"

Il 53enne candidato sindaco del centrosinistra santermano si racconta a Bari Today. Spiega la sua candidatura unanime, gli obiettivi fissati per la cittadina murgiana e il passo indietro chiesto al candidato di Fasciscmo e Libertà

“Voglio che questa campagna elettorale sia pacifica e si svolga in un clima di completa serenità; in una società civile investita da problemi e difficoltà tutti devono soccorrere chi è in disagio senza inutili divisioni. Ognuno nel proprio ruolo”. E’ ciò che auspica Michele D’Ambrosio ai suoi ma a tutte le forze politiche che saranno impegnate nella competizione elettorale per il rinnovo della Giunta e del Consiglio Comunale di Santeramo in colle.

“Ho 53 anni, sono sposato con quattro figli e insegno Scienze Religiose, ormai da trent’anni,  presso il Liceo Scientifico e l’Istituto professionale della mia cittadina. Sono stato scelto da tutti i partiti del centrosinistra e dall’UDC”, ci racconta D'Ambrosio.

Quindi è stata una candidatura all’unanimità, non sono stati fatti altri nomi?

"No, non ci sono stati altri nomi.  Ovviamente prima di arrivarci ci sono stati fatti analisi e approfondimenti ma si è concluso tutto nel giro di pochi giorni. Sono un moderato all’interno del CS è questa è stata una garanzia anche per l’UDC attraverso la tipologia in cui rientra il mio elettorato".

Ha precedenti esperienze politiche?

"Si, certo infatti anche in virtù di queste i partiti hanno ritenuto che fossi “l’uomo giusto”. Innanzitutto sono stato segretario de La Margherita; poi Assessore alle Attività Produttive negli anni ‘90  e Assessore alle Politiche Sociali nell’ultima amministrazione di centrosinistra".

Cosa propone per Santeramo?

"Una delle preoccupazioni principali che avrà assoluta priorità nel caso fossi eletto è proprio quella della crisi sociale che stiamo vivendo, determinata dalla crisi economica. Siamo alla vigilia di una grave crisi occupazionale che potrebbe sfociare in una serie di licenziamenti. Ovviamente tutto è moltiplicato se guardiamo ai disagi nelle famiglie di questi operai. Sempre restando in tema quindi di occupazione preciso che saremo presenti al tavolo per la definizione degli “Accordi di Programma” riguardanti la riconversione dell’area murgiana".

Quali sono gli altri punti del vostro programma?

“Le politiche sociali: e quindi il sostegno ad ogni tipo di disagio. L’ Ambiente: innanzitutto faremo fronte ad una situazione emergenziale ovvero a tutte le zone rovinate del nostro territorio a causa delle sversamento dei rifiuti e in generale di sostanze inquinanti. Quindi dopo una caratterizzazione interverremo con la bonifica. Ma non solo; per noi Ambiente significa anche tutela del nostro patrimonio paesaggistico e agricolo. Turismo: rilancio della nostra cittadina mettendo in risalto il nostro paesaggio, le nostre masserie, i prodotti locali che possono costituire motivo di ripresa.

A proposito di rilancio culturale di cui parlava durante la manifestazione di Sabato?

Sì, cultura, istruzione e giovani. Saremo attenti a tutto ciò che consente ai ragazzi di superare delle difficoltà personali create da questo contesto di disorientamento. Oggi i giovani badano all’apparire piuttosto che all’essere. Basta guardare la cultura imperante imposta dalla televisione: raggiungere il successo. Noi vogliamo che i nostri ragazzi debbano essere più che apparire, e questo insegnamento saremo noi i primi a darlo attraverso il buon esempio, la dedizione al lavoro, la trasparenza e la legalità. Ecco, queste ultime saranno da noi perseguite prima di tutto come forme pedagogiche oltre che di buona amministrazione”.

Lei ha chiesto, sempre durante la manifestazione già citata, di fare un passo indietro ad un candidato di Fascismo e Libertà. Può dirci meglio?

Sì è vero ho chiesto di fare un passo indietro al giovane Giuseppe Lassandro. Premetto però che io ho una buona idea di lui, tra l’altro l’ho avuto come alunno. Ma ho voluto innanzitutto ricordargli che Santeramo non è mai stata fascista anzi annovera tra i cittadini persone che hanno subito il confino a causa del regime come Gaetano Sansolino esiliato sull’ isola di Ponza, non prima di avergli strappato le unghie. Facendo politica sotto quei simboli si può evocare soltanto violenza e prepotenza. Lassandro è sicuramente un giovane disorientato in questo momento da disvalori,  perché il fascismo questo è, un disvalore.

 

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