Martedì, 27 Luglio 2021
Comunali Bari 2014

Municipio del Mare, Posca: "Bari in condizioni da dopoguerra"

Il candidato del centrodestra alla presidenza si racconta: "Serve un progetto di miglioramento della vivibilità". "Deficit di rappresentanza femminile? Sono poche le donne che si mettono in gioco"

Cinquantadue anni. In consiglio comunale dal 1999, nella passata legislatura vicepresidente. E’  uno degli attivisti di destra più influenti nella Città Vecchia (e non solo) ed ora è candidato alla presidenza del I Municipio con l’appoggio dell’intera coalizione che sostiene Mimmo Di Paola.

Massimo Posca, il Municipio del Mare sarà quello più grande con quasi 120mila abitanti. Qualcuno dice che il presidente di questo municipio sarà il vero vicesindaco. E’ d’accordo?
"Sarebbe meglio dire braccio operativo del sindaco. Comunque è una grande sfida a cui sto dedicando parecchia energia. Inizierà un percorso amministrativo nuovo per la città. I Municipi potranno decidere, governare, non sarà una mera assegnazione al Comune di decisioni prese altrove. Saremo in grado di operare e  di offrire una linea di governo precisa. C’è una nuova macchina amministrativa da costruire, ma Bari deve accettare questa sua nuova realtà".

In molti hanno criticato l’idea di aggregare rioni molto diversi tra loro….
"Hanno ragione ed io proposi di utilizzare il criterio dell'omogeneità urbanistica più che territoriale ma il Consiglio decise diversamente. Ora bisogna andare avanti avanzando un programma capace di dare valore a tutti i quartieri raccolti nel Municipio".

Se la sente di indicare un obiettivo programmatico per rione?
"Si, anche se prima voglio sottolineare una cosa".

Prego
"Bari deve migliorare le sue condizioni di vivibilità generale, sembra di essere tornati al dopoguerra per lo stato in cui versano strade e quartieri. Bisogna invertire questa tendenza".

Allora iniziamo con Madonnella, un impegno che si sente di assumere?
"E’ un quartiere bellissimo, ma anche sconosciuto. Vorrei studiare un percorso di valorizzazione artistica e culturale che parta dai tanti palazzi che insistono in quella zona. Edifici che si rifanno al periodo Liberty, ma anche al ventennio e che moltissimi cittadini non conoscono pur essendo degli autentici capolavori".

Per Murat - San Nicola?
"Qui va previsto un piano che sostenga il commercio e incoraggi l’apertura di altri esercizi. E’ la parte di città che richiama il maggior numero di turisti e non possiamo non sfruttare questo elemento anche per rafforzare il commercio. La crisi si sta facendo sentire, ma possiamo far crescere delle opportunità economiche con il turismo che arriva soprattutto nella Città Vecchia".

Japigia?
"Questo è invece il quartiere dove moltissime coppie giovani hanno deciso di abitare, ma non può essere una zona di puro dormitorio. Occorre costruire diversi spazi di socializzazione, capaci di richiamare persone da tutta la città. Un occhio particolare dovrebbero averlo le aree gioco per bambini, troppo carenti per servire una zona che accoglie centinaia di famiglie. Finora si è fatto pochissimo o nulla in tal senso".

Libertà?
"Penso che se non vogliamo che questo quartiere si trasformi in un ghetto è necessario mettere mano ad un piano di rigenerazione urbana ad hoc. C’è troppo abbandono, l’integrazione è davvero molto bassa e molti palazzi sono abbandonati al loro destino. Il Libertà è forse il quartiere con il tasso di problematicità maggiore sotto il profilo del verde, della manutenzione delle strade e delle aree gioco a disposizione dei bambini. Spero che il Comune dia un segno tangibile per risollevare le sorti di questo rione, in sinergia con il nostro Municipio".

Su dieci candidati presidenti, le due maggiori coalizioni hanno candidato solo una donna (Micaela Paparella, candidata per il centrosinistra per lo stesso municipio di Posca). Bari riuscirà a superare il deficit di rappresentanza di genere?
"Secondo me non c’è un problema di rappresentanza. Esistono donne più brave degli uomini ma non si mettono in gioco. Non seguo chi dice che la politica è maschilista: si tratta di dare spazio, ma anche di offrire disponibilità all’impegno politico".

Nelle ultime elezioni comunali, Bari espresse solo due donne. Non le sembra poco?
"In Italia non sono mancate donne di qualità, penso a Nilde Iotti, ad Adriana Poli Bortone e alla stessa Rosy Bindi. Le ripeto: per me si tratta di volersi impegnare convincendo l’elettorato e dedicando ogni minuto alla politica".

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