Mercoledì, 4 Agosto 2021
Comunali Bari 2014

Municipio IV, De Giglio: "Serve una gestione chiara delle risorse. Basta con le periferie dimenticate"

Le proposte del candidato presidente del Movimento 5 Stelle. Tra le priorità, miglioramento dei collegamenti con la città e progetti culturali per il rilancio del territorio. E poi la questione Cava di Maso: "Il IV Municipio è un 'buco' con i quartieri intorno"

36 anni, impiegato in un’azienda di distribuzione farmaceutica. Fino a poco tempo fa, presidente del 'Comitato Strada Sì' (associazione di quartiere che riunisce i residenti del rione Santa Rita,ndr). Nicola De Giglio è il candidato scelto dal Movimento 5 Stelle per la guida del IV Municipio (Carbonara-Ceglie-Loseto-Santa Rita).

De Giglio, questa è la sua prima esperienza in politica. Però lei è da tempo impegnato nelle attività di associazioni di quartiere, come 'Comitato Strada Sì' e 'Progetto Carbonara'. Come è maturata la decisione di candidarsi con il Movimento 5 Stelle?

“Il passaggio all'impegno politico è scaturito dalla volontà di incidere di più su quelle che sono le dinamiche della gestione del territorio, di prendere parte in maniera attiva alle decisioni che riguardano i nostri quartieri. Naturalmente nel segno di quelli che sono i  ‘pilastri’ del M5S, come la mobilità, la sostenibilità, il verde, la connettività, e che sono sempre stati temi che io ho sostenuto con forza, prima ancora del mio impegno in politica”.

Guardando al IV Municipio nel suo complesso,  anche alla luce dell’esperienza che ha maturato attraverso il suo impegno nelle associazioni, qual è una priorità per questo territorio?

“La priorità fondamentale è la gestione finanziaria. Quello manca è innanzitutto questo: la chiarezza nella gestione delle risorse. Essere Municipio non deve voler dire essere sottoposti ad una distribuzione iniqua delle risorse. Le faccio un esempio: da qualche tempo si parla di realizzare il collegamento del quartiere Santa Rita al tondo di Carbonara. In realtà quei soldi dovevano già essere disponibili molti anni fa, ma furono invece impiegati  per far fronte alla necessità di restaurare il teatro Piccinni. Finora non c’è stata molta chiarezza dal punto di vista della suddivisione delle risorse tra le varie periferie. Una seconda questione che ritengo importante è quella della viabilità. Sbloccare la metropolitana Bari-Bitritto, far partire il filobus. C’è, appunto, la questione del collegamento con il Tondo di Carbonara. Si fanno continui rilanci, continui progetti, ma non si capisce mai quando le opere saranno realizzate”.

Focalizziamo l’attenzione su ciascun quartiere. Lei ha accennato a Santa Rita, partiamo proprio da qui. Qual è la priorità?

 “Io considero il IV Municipio ‘un buco con il quartiere intorno’.  Questo buco è la Cava di Maso, che sta al centro del nostro Municipio. Dall’alluvione del 2005, che distrusse il parco, ad oggi sono stati fatti solo dei muri di cemento, di contenimento. Per il resto nulla. Nessuno, anche in questa campagna elettorale ha detto ‘Colmiamo la Cava di Maso'. Alla fine i segni dell’essere periferie sono anche quelli, sono i buchi incolmabili che restano sul territorio”.

Loseto invece?

“Su Loseto una questione importante è quella dell’elettrodotto. Ci furono dei progetti per spostarlo e c’erano degli accordi con l’Enel. Non se ne è saputo più niente. Il centro storico di Loseto è stato un po’ sistemato, ma mancano completamente le attività commerciali e anche quelle culturali. Anche questo rientra nella questione finanziaria. Se non si mettono a disposizione dei fondi per organizzare attività, non si farà mai niente. Loseto ad esempio ha delle bellissime piazzette che potrebbero essere sfruttate per organizzare rassegne di cinema in piazza. Per pianificare queste attività bisogna incontrarsi, presentare progetti, e non dare i soldi ad un unico cantante per una sola serata, come fu fatto, ad esempio, per Califano: si spesero 19mila euro per un concerto, azzerando in una sola serata tutti i soldi disponibili per la cultura. La programmazione finanziaria deve essere sì decentrata ai municipi, ma i municipi devono avere ben presenti quelle che sono le esigenze del territorio”.

Carbonara?

“Su Carbonara manca innanzitutto il verde. E poi c’è la questione della raccolta differenziata.  I nostri quartieri sono delle ex frazioni , dei paesi, e come tali hanno dei centri storici. Qui dovrebbe essere potenziata la raccolta all’uscio. L’Amiu ha installato Igenio (isola ecologica per la differenziata, ndr) davanti alla scuola Diaz. Ma non basta, perché poi quando tolgono i contenitori la zona si riempie nuovamente di rifiuti”.

Ceglie?

“Su Ceglie c’è il problema dei collegamenti autobus,  che riguarda soprattutto la zona nuova.  Come primo passo io proporrei un progetto che sarebbe anche a costo zero per l’Amtab, cioè una campagna di informazione per far conoscere quelli che sono i servizi già avviati. Penso ad esempio alla circolare municipale, che collega tutti i quartieri del Municipio: esiste già ma in pochi la conoscono, non c’è chiarezza sui percorsi che fa, sulle fermate. E poi per le zone di nuova espansione, che sorgono in tutti i nostri quartieri, si potrebbe pensare a progetti di social housing, creando anche spazi comuni per i servizi a disposizione dei residenti”.

Questione decentramento. Nelle intenzioni della riforma, l’istituzione dei Municipi servirà a dare più autonomia, più poteri nell’amministrazione dei territori. Lei cosa ne pensa?

“Tutto il progetto di Bari Metropolitana è allettante, perché la periferia diverrebbe finalmente parte integrante dello sviluppo della città. Carbonara, ad esempio, oggi è periferia, ma la città tende a svilupparsi soprattutto verso l’interno, verso il nostro territorio. Si tratta di una dinamica che ha degli aspetti che vanno gestiti, anche finanziariamente. Aver fatto la metropolitana che va al San Paolo va benissimo, ma non aver completato la FM3 (la metropolitana Bari-Bitritto, ndr) significa non aver portato a termine un collegamento essenziale all’interno di Bari Città Metropolitana.  E’ il segno di una gestione non coerente del territorio. Loro dicono che si farà, ma i progetti ci sono dall’89”.

Ultima domanda. E' la prima volta che il Movimento 5 Stelle presenta dei propri candidati ai Municipi. Lei che obiettivo si è dato per queste elezioni?

“Come gruppo del IV Municipio, ci stiamo impegnando a prescindere da quello che sarà il risultato finale. Stiamo seminando, questa elezione la affrontiamo come un punto di partenza sul territorio. Portiamo avanti degli argomenti in cui crediamo davvero, innanzitutto come cittadini. Se riusciremo ad entrare nel Municipio, noi ci impegneremo a guardare i documenti, a studiare, a fare delle proposte concrete anche ascoltando quello che dice la gente”.

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