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Il Pd svela la lista per le Regionali e avverte M5S e Italia Viva: "Divisi e sconfitti? Conseguenze nazionali"

Il segretario pugliese Marco Lacarra ha illustrato la composizione delle candidature. A Bari capolista Gentile: nell'elenco tra gli altri anche Loizzo, Giannini, Maurodinoia e Palmisano

Elena Gentile capolista a Bari e Lecce ma non nella sua Capitanata, 22 donne e 27 uomini, big uscenti e giovani in ascesa: il Partito Democratico scioglie le riserve e presenta, in un albergo barese, le liste per le prossime Elezioni regionali pugliesi del 20 e del 21 settembre prossimi. 

Il lavoro sugli elenchi vede ricomporre la frattura con una big come Gentile, seppur dirottata in altre province. L'eurodeputata. nella Terra di Bari, farà da capolista in un elenco che comprende, tra gli altri, il presidente uscente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, l'assessore Giovanni Giannini, la consigliera regionale e 'signora preferenze' Anita Maurodinoia, ma anche il sociologo Leo Palmisano, Domenico De Santis, Francesco Paolicelli, l'assessore provinciale Francesca Pietroforte e l'ex assessore barese Simonetta Lorusso. 

"Da statuto, - dice Lacarra - il Pd deve superare almeno il 40% di una quota di genere. Avremmo voluto fare 50-50, non ci siamo riusciti per poco e chissà in futuro non ci siano più donne che uomini in lista. In campo ci sono 49 candidati visto che Gentile è in corsa sia a Bari che a Lecce. Abbiamo chiuso le liste giusto per tempo e ci dispiace che qualcuno sia rimasto fuori" rimarca Lacarra. 

Il segretario regionale Pd, poi, smorza le polemiche sullo scontro delle scorse settimane con Elena Gentile, ricomposto in dirittura d'arrivo: "Vorrei averne tanti di problemi come quello della Gentile. Elena è un punto di forza del Pd. Si è candidata in territori in cui non ha esercitato prevalentemente la sua azione politica. È un patrimonio del partito e si è messa a disposizione con l'entusiasmo di una principiante". Ed è la stessa Gentile a rispondere all'appello anche con una riflessione politica: "Certo, la mancata candidatura in Capitanata, nella mia terra, è una ferita che brucia ma Bari e Lecce sono due province importanti. L'alleanza con il M5S? Non mi piacciono i matrimoni per Procura. Penso sia prematuro e gli esperimenti scorsi non sono stati incoraggianti. Penso comunque si possa lavorare insieme passo dopo passo durante la legislatura". 

Nodo liste risolto, la questione resta proprio quella dell'intesa, difficile, con M5S e Italia Viva per ampliare il perimetro della coalizione e affrontare il centrodestra rappresentando l'area di governo nazionale. Dai pentastellati, però, non vi sono segni di cambiamenti di rotta: "Il Pd - aggiunge Lacarra - aveva lanciato, negli ultimi mesi, proposte programmatiche per coinvolgere il M5S. Lo stiamo facendo dalle Primarie. Il Movimento, almeno quello locale, non ha mai ritenuto di dover condividere il percorso che prevedeva le primarie come elemento essenziale per la condivisione del programma e l'individuazione del candidato presidente. Il M5S non può dolersi in Puglia che sia stato imposto un candidato presidente. Questo sta accadendo magari a Roma, con la candidatura della Raggi. In Puglia il presidente uscente ha messo a disposizione il suo ruolo, ci sono state 80mila persone che sono andate a votare e hanmo roconfermato Emiliano. Dopo un percorso così lungo non si può rimettere in discussione tutto".

Le conseguenze di una sconfitta, per Lacarra, sarebbero pesanti : "Pensare che - dice - il voto regionale non abbia nessun riverbero sul governo nazionale o è da irresponsabili o è da chi pensa di svincolare da una posizione in Puglia, penso a Italia Viva, incomprensibile e tesa a far male, a provare a impedire che il governatore venga rieletto e che la Puglia venga governata dal centrosinistra". 

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