Domenica, 19 Settembre 2021
Salute

Leucemia linfatica cronica, l'Istituto Tumori lancia le linee di indirizzo diagnostiche e terapeutiche

Il percorso diagnostico-terapeutico assistenziale socio-sanitario, una volta approvato dalla Regione Puglia, potrà assicurare un percorso assistenziale omogeneo in tutto il territorio regionale

Come curare la leucemia linfatica cronica, quali professionisti contattare, a quali esami sottoporsi, dove fare terapia: sono alcune delle indicazioni contenute nel PDTA. Il percorso diagnostico-terapeutico assistenziale socio-sanitario per la leucemia linfatica cronica è stato approvato nel giorni scorsi dall'Istituto Tumori 'Giovanni Paolo II' di Bari, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Le linee di indirizzo diagnostiche e terapeutiche, definite dall'istituto oncologico barese, garantiranno una completa, appropriata ed efficace presa in carico del paziente e, una volta approvate dalla regione Puglia e potranno assicurare un percorso assistenziale omogeneo in tutto il territorio regionale.

«La diagnosi di tumore – così Alessandro Delle Donne, commissario straordinario dell'Istituto Tumori di Bari – è sempre accompagnata da un sentimento di smarrimento e disorientamento per i pazienti e i loro cari. Cosa fare? A chi rivolgermi? Dove curarmi? I percorsi diagnostici terapeutici assistenziali possono essere la risposta a questi legittimi turbamenti. Non si tratta infatti, di semplici documenti burocratici, per controllare processi clinici e organizzativi, ma di percorsi di cura che, fin dal primo contatto con il medico di base, garantiscono al paziente la più appropriata presa in carico e la più efficace forma di accompagnamento nel percorso di diagnosti e terapia».

La leucemia linfatica cronica è la più diffusa tra le leucemie (circa un terzo dei casi totali) e si stima colpisca ogni anno in Italia 2-6 persone ogni 100.000, prevalentemente maschi anziani: alla diagnosi, solo il 15% dei pazienti ha meno di 60 anni. La caratteristica specifica di questo tumore è l'accumulo di linfociti B maturi nel sangue, nel midollo osseo, nei linfonodi e nella milza dei pazienti. Questa leucemia può avere un andamento clinico piuttosto eterogeneo: alcuni pazienti non presentano sintomi e rimangono stabili per anni senza alcuna terapia, altri invece sviluppano precocemente i sintomi e hanno una malattia progressiva.

Fin dal 2014, l'istituto tumori di Bari ha istituito un team multidisciplinare per i linfomi e le patologie linfoproliferative che propone un approccio multispecialistico per la diagnosi e la cura. Lavorano così fianco a fianco ematologi, anatomo-patologi, cardio-oncologi, radiologi, psicologi, infettivologi, medici igienisti, biologi, citogenetisti, farmacisti e infermieri per definire insieme tutti gli aspetti della malattia e costruire il percorso di cura più appropriato per il singolo paziente. Proprio da questa esperienza, maturata negli anni, è nata l'esigenza di definire un percorso specifico, strutturato, il più possibile omogeneo di presa in carico del paziente. I professionisti dell'Istituto tumori di Bari hanno coinvolto anche i medici di medicina generale, a cui di norma il paziente si rivolge per un primo contatto pre-ospedaliero, e i colleghi degli altri centri della rete ematologica pugliese. Il gruppo di lavoro dell'Istituto Tumori è stato promosso dall'ematologo Attilio Guarini, direttore di dipartimento dell'area medica, ed è stato coordinato dall'ematologo Giacomo Loseto, in qualità anche di responsabile scientifico. Il Pdta approvato dall'Istituto tumori di Bari sarà ora sottoposto alla Regione Puglia per l'approvazione a livello regionale.

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