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Domenica, 22 Maggio 2022
Salute

Tamponi, l'Iss punta il dito contro la Puglia: "Ritardo di notifica risultati nel 47% dei casi". La Regione: "Calcolo errato dell'Istituto"

Secondo le stime del Dipartimento Dipartimento regionale Promozione Salute, il ritardo di notifica dei risultati dei test si attesterebbe al 2%. L'Iss avrebbe invece inserito anche casi riconteggiati dal primo gennaio

Ritardo di notifica pari al 2%, "da considerarsi assolutamente fisiologico" nel monitoraggio delle positività della settimana dal 13 al 17 gennaio. La Regione Puglia rispedisce al mittente le accuse dell'Istituto Superiore di Sanità, che in una mail spiegava di aver riscontrato un ritardo di notifica addirittura del 47% nell'applicare le norme contenute nel decreto ministeriale del 30 dicembre scorso. 

Il Dipartimento regionale Promozione Salute, invece, in una nota ha spiegato che il calcolo dell'Iss comprendeva anche casi riconteggiati dal primo gennaio. "Basandosi sui dati notificati entro le 24 ore di ciascun giorno della settimana in esame, il ritardo di notifica risulta invece pari al 2%, da considerarsi assolutamente fisiologico e ampiamente al di sotto  della soglia di allerta del 15% - si legge nella nota - La Regione Puglia, quindi, non sconta alcun ritardo di notifica, nonostante i casi diagnosticati nei mesi di dicembre e gennaio, oltre 280.000, siano pari a tutti i casi positivi registrati da febbraio 2020 fino a novembre 2021, e agisce in assoluta trasparenza, curando di effettuare il recupero dei casi a seguito dell’innovazione introdotta dal nuovo decreto ministeriale". Ricordiamo che il decreto ministeriale del 30 dicembre aveva consentito l’utilizzo dei test antigenici rapidi per la conferma di positività dell’infezione al virus SARS-CoV-2 anche senza conferma del tampone molecolare.

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