Lunedì, 2 Agosto 2021
Altamura

"Crescono i danni a colture e strutture nel Parco": Veronico da' il via al censimento del cinghiale

Quanti sono nel 2013 i cinghiali che popolano l'Alta Murgia? Nel 2000-02 erano 170 ma negli anni sono "cresciuti" in modo esponenziale così come sono aumentate le richieste di risarcimento da parte degli agricoltori

“L'Ente Parco è stato il primo soggetto ad essere danneggiato dall’immissione dei cinghiali nel territorio; un’operazione che fu effettuata prima dell’istituzione dell’area protetta che ne ha pagato le conseguenze. È crescente, di anno in anno, il numero di aziende che chiedono al Parco risarcimenti per i danni alle colture e alle strutture". Così Cesare Veronico, presidente del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, spiega il censimento del cinghiale partito ieri e per il quarto anno consecutivo, nella zona di Lama Giulia a Mercadante ed esteso a tutto il territorio dell'Ente.

Negli anni tra il 2000 ed il 2002 l'ATC della Provincia di Bari immise nel territorio della Murgia circa 170 capi di cinghiale per il ripopolamento della specie. In pochi anni, si sono riprodotti in maniera esponenziale fino a poter parlare di una vera e propria invasione della specie. L’invadente presenza del cinghiale nel Parco della Murgia e nelle zone limitrofe , ha causato ingenti danni agli agricoltori che, negli ultimi anni hanno presentato richieste di risarcimento per circa duecento casi di danneggiamento all’Ente Parco, con forte impatto sulle coltivazioni per uso diretto a fini alimentari e per danneggiamento dello strato superficiale dovuto all’attività di scavo. Ultimamente si sono verificati, sempre più spesso, incidenti stradali a causa di attraversamenti in branco da parte di questi animali ed è anche stata segnalata la presenza molti di gruppi di cinghiali nelle zone periferiche dei 13 Comuni del Parco.

Il censimento del cinghiale ha la durata di quattro giorni (dal 14 al 17 Maggio)  e vede impegnati i tecnici del Parco insieme al Corpo Forestale dello stato, all’Osservatorio Faunistico Regionale e all’Università degli Studi di Bari che ha coinvolto circa 40 studenti nelle operazioni di campo. Inserito nel piano per il controllo della popolazione dei cinghiali, proposto dall’Ente Parco ed approvato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, prevede nella sua prima fase, le attività di monitoraggio della popolazione. Una volta conclusa la stima di popolazione con i dati raccolti nell’arco di quattro anni, si passerà alla fase di selezione degli ungulati. "Questo ha reso necessario un piano di gestione oculata di questi animali selvatici - continua Veronico- che non può prescindere dalla conoscenza di dati certi sulla consistenza delle popolazioni”. "L’organizzazione di queste giornate e del piano di gestione - conclude il direttore Fabio Modesti - richiede uno sforzo organizzativo non indifferente, ma la volontà di collaborazione che tutte le componenti interessate stanno dimostrando sono indice di nuove e importanti sinergie. È peraltro comune l’intento di attuare coerenti strategie per la gestione della fauna selvatica considerando sempre il contesto naturale protetto in cui lavoriamo".
 

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