Gravina

"Ciccio e Tore costretti a prova di coraggio", la madre chiede riapertura del caso

La madre di Francesco e Salvatore Pappalardi, i due fratellini di Gravina morti dopo essere caduti nella cisterna di una casa abbandonata e ritrovati 20 mesi dopo, ha chiesto la riapertura delle indagini. I bambini sarebbero stati costretti a calarsi nel pozzo da alcuni loro compagni di gioco

Ciccio e Tore caddero nella cisterna della vecchia "casa delle cento stanze" durante una  prova di coraggio alla quale erano stati costretti da alcuni amichetti che giocavano con loro. A sostenere questa ipotesi è Rosa Carlucci, madre dei due fratellini di Gravina morti dopo essere precipitati nel pozzo di una vecchia casa abbandonata il 15 giugno 2006 e ritrovati soltanto 20 mesi dopo l'incidente.

Oggi Rosa Carlucci si è recata in Procura per chiedere la riapertura delle indagini, in seguito ad alcuni nuovi elementi da lei raccolti con l'ausilio di un consulente. Le indagini condotte dal consulente dimostrerebbero come i due fratellini siano finiti nella cisterna perchè costretti ad affrontare una "prova di coraggio" da altri cinque bambini che quel giorno giocavano con loro.

I nomi dei ragazzini, oggi maggiorenni, sarebbero contenuti nel fascicolo d'indagine, oggi archiviato, allora aperto a carico dell'ex marito Filippo Pappalardi, padre dei due bambini, in un primo momento sospettato dell'omicidio dei ragazzini.

Secondo Rosa Carlucci, si trattava di una "prova di coraggio" alla quale molti altri bambini sarebbero stati sottoposti. Tra questi, anche Michele, l'adolescente che precipitò nel pozzo e per salvare il quale i vigili del fuoco, il 25 febbraio del 2008, scoprirono i cadaveri dei due fratellini.

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