Altamura Altamura / Piazza Zanardelli

“Da Altamura alla Capitale facciamo saltare sta legge letale”, studenti in piazza. Il sostegno dal Sel

E' il secondo giorno, dopo la manifestazione di ieri. Ci sono proprio tutti, ragazzi dai 14 ai 18 anni, da ogni istituto superiore della città. Lospalluto: "Io, sono dalla parte degli studenti"

“Da Altamura alla Capitale facciamo saltare sta legge letale”. Così  hanno scritto gli studenti altamurani sulla maggior parte degli striscioni; questa mattina sono di nuovo in strada e non hanno nessuna intenzione di entrare. Una manifestazione assai partecipata, ci sono studenti e studentesse di tutti gli Istituti della scuola media Superiore della città.

Oggi è il secondo giorno, dopo quella di ieri. “Ma perché state fuori?”.  “Innanzitutto - rispondono animosamente - contro il disegno legge Aprea che riduce l’autonomia dei nostri Istituti; tagli, caro-libri, riduzione delle borse di studio, privatizzazione delle scuole pubbliche, precarietà e disoccupazione".  Ma c’è un'altra motivazione, “interna” se così possiamo definirla: i professori si sono rifiutati di accompagnare gli studenti dell’ultimo anno durante i giorni previsti per i viaggi d’istruzione, sempre a causa del precariato e del blocco degli stipendi.

“E’ UNA BATTAGLIA DI CIVILTA’” Il sostegno personale e politico agli studenti arriva da via Già Corte D’Appello. Salvatore Lospalluto, responsabile della sezione cittadina di Sinistra Ecologia e Libertà scrive a proposito: “Il governo Monti attraverso la Legge Aprea sta in sostanza continuando l’opera già iniziata dal governo Berlusconi: distruggere la scuola pubblica. Duecento milioni di euro in meno che andranno a finire alle scuole private”.  E spiega inoltre quella che, dalla sua, dovrebbe essere la strada più giusta da imboccare per offrire delle risposte e soprattutto delle soluzioni: investire sulla formazione delle nuove generazioni che sono il futuro e il presente dell’Italia. “Deve finire il tempo dello sperpero di denaro pubblico a favore delle scuole private così come non è concepibile spendere 14 miliardi di euro per acquistare 35 caccia bombardieri”.

“La protesta degli studenti contro i tagli alla scuola pubblica è una vera e propria battaglia di civiltà affinché il nostro diventi un Paese migliore – e conclude- Io, sono dalla parte degli studenti!”.





 


 

 

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