Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Anno giudiziario, magistrati in politica minano credibilità

Il presidente Caferra invita all'indipendenza della magistratura. La situazione delle carceri, l'abuso custodia cautelare e la durata dei processi gli altri temi caldi della giornata

È la giornata d'apertura dell'anno giudiziario e i temi forti sono quelli del sovraffollamento delle carceri , della durata eccessiva dei processi e della situazione carceraria. Proprio a questo proposito le camere penali di Bari, Foggia, Lucera e Trani si sono unite alla decisione dei penalisti italiani di disertare tutte le cerimonie di inaugurazione dell'Anno giudiziario, dichiarando in un comunicato di  come "l'abuso della custodia cautelare in carcere, ovvero la più generale indegna condizione dei detenuti nel nostro Paese, o ancora la parossistica esposizione di molti pubblici ministeri prodromica a un loro ingresso in politica, non saranno argomento di discussione, o verranno citati con lamentele proprio da parte di chi è causa del problema".

Proprio sull'ingresso in politica dei magistrati il presidente della Corte d’Appello di Bari, Vito Marino Caferra si è soffermato durante l'inaugurazione "Il caso del magistrato che nell’ esercizio delle libertà fondamentali (riconosciute ad ogni cittadino) – spiega Caferra – svolge attività politica attiva pone un serio problema di credibilità non solo per il singolo magistrato ma per l’intero Ordine giudiziario"

"La libera stampa – ricorda il presidente – ha segnalato il grave fenomeno dei magistrati inquirenti che si candidano in piena concorrenza con i politici appena indagati; perchè così quei magistrati inquirenti, anche per le informazioni riservate di cui sono portatori, alterano il gioco democratico dando luogo ad una sorta do concorrenza sleale nell’agone politico". A questo proposito Caferra cita una sentenza della Corte costituzionale del luglio 2009 "che ha mandato un preciso messaggio (finora inascoltato) sia all’interprete che al legislatore", dando "netta prevalenza ai valori della indipendenza ed imparzialità dei magistrati. Oggi - conclude il presidente nella relazione – ricorrono tutte le condizioni perchè nella prossima legislatura si affronti finalmente in modo organico la questione».

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