Chiusi in un sacco e gettati in un pozzo, salvati sette cuccioli a Grumo

I cagnolini, nati da poche ore, sono stati salvati grazie alla segnalazione di un uomo che si trovava in campagna per fare jogging e ha sentito i loro guaiti. Ora sono affidati ai volontari dell'Adan (Associazione Difesa Animali)

Presi a poche ore dalla nascita, rinchiusi in sacco sporco di terriccio e concime e gettati in un pozzo abbandonato, in aperta campagna. E' il triste destino toccato a sette cuccioli di cane, due maschi e cinque femmine, abbandonati nelle campagne di Grumo Appula. La loro storia però, ha avuto fortunatamente un lieto fine, grazie ad un uomo che si trovava a passare di là per fare jogging e ha sentito i loro guaiti. La notizia è riportata dal sito Geapress.org.

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E' così scattato l'allarme e l'intervento dei volontari della Associazione Adan (Associazione Difesa Animali) che hanno preso in cura i cuccioli.
“Non si tratta di un fatto isolato – dichiara a GeaPress, Giusy Cozza volontaria di Adan – recentemente ne abbiamo recuperati altri, sempre chiusi nel sacco. In un caso era stato lanciato contro una recinzione ed un cucciolo è rovinato in terra. Ora quelli nel pozzo – ha aggiunto la volontaria animalista – si è trattato di uno dei casi più gravi, non solo al chiuso di un sacco, ma pure dentro un pozzo. Li abbiamo recuperati tutti sporchi e bagnati“.

Un episodio che può trovare una sua spiegazione solo nelle pessime abitudini che ancora insistono in ambito rurale. Intere cucciolate, eliminate in tal maniera. Questo, nonostante a Grumo Appula, i volontari abbiano in corso una convenzione con un ambulatorio veterinario che esegue le sterilizzazioni. I randagi sono amorevolmente accuditi e sterilizzati.

Eppure c’è chi ancora agisce così – riferisce Giusy Cozza – mi chiedo chi controlla il microchip nelle campagne. Nelle fattorie vi sono numerosi cani pastore o da guardia che, per le istituzioni, semplicemente non esistono. Una volta che partoriscono, questa è la fine che viene riservata ai cuccioli. Chiusi in un sacco e gettati in un pozzo“.
 

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