Cronaca Carbonara / Via Ospedale di Venere

Opera Pia Di Venere, la Regione blocca i fondi: cinquanta anziani a rischio "sfratto"

La casa di riposo per anziani del quartiere Carbonara verso la chiusura, gli ospiti dovranno essere trasferiti altrove, mentre i dipendenti rischiano il posto. Il candidato sindaco Decaro: "Chiederò alla Regione di sospendere il provvedimento"

Foto dalla pagina Facebook "E allora sei di Carbonara"

L'Opera Pia Di Venere di Carbonara rischia la chiusura. La Regione, infatti, nei giorni scorsi ha scritto alla Asl annunciando il blocco dei fondi erogati per la struttura, che non sarebbe in possesso dell'autorizzazione definitiva all’esercizio come residenza socio-assistenziale. Una decisione che potrebbe portare alla definitiva sospensione dell'attività della casa di riposo, rendendo necessario il trasferimento in altre sedi dei circa 50 anziani attualmente ospitati. Ma la chiusura metterebbe anche a rischio i posti di lavoro dei dipendenti, che oggi hanno affisso degli striscioni all'esterno della struttura per protestare.

Sulla vicenda è intervenuto ieri anche il candidato sindaco Antonio Decaro, che ha fatto sapere di aver chiesto anche al Comune di attivarsi per garantire la continuità dell'attività. "L'Opera Pia Di Venere di Carbonara è una istituzione che vanta una tradizione lunga oltre un secolo. Con il provvedimento con cui la Regione ha comunicato in queste ore il blocco dei fondi e la sospensione dell'attività si rischia di creare un problema sociale in un territorio già fortemente in difficoltà", scrive Decaro. "L’ingiunzione di sgombero della struttura, nel giro di poche ore, provocherà gravi disagi ai 50 anziani attualmente ospitati che saranno costretti a trasferirsi presso altre case di cura. Per non parlare agli operatori sanitari e amministrativi attualmente impiegati. Chiederò alla Regione di sospendere il provvedimento e d'intesa con l'assessorato al Welfare del Comune di Bari sto verificando la possibilità di una definizione in tempi brevi di un percorso amministrativo ottimale che consenta la continuità dell'attività, garantendo l'assistenza agli anziani e tutelando al tempo stesso i posti di lavoro".

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