Casi di covid nell'azienda di carni Siciliani, lavoratori a casa. Riunione Asl, prefetto e azienda: sul tavolo la chiusura

A gran parte degli oltre 500 dipendenti è stato chiesto, oggi, di non recarsi al lavoro. In azienda vi sarebbero, spiega la Uila, solo alcuni amministrativi per il disbrigo di pratiche indifferibili

Quasi tutti i lavoratori dell'azienda di lavorazione carni Siciliani di Palo del Colle (Bari), dove nei giorni scorsi sono stati scoperti 40 casi di covid-19, sono rimasti oggi a casa. Ieri, infatti, ai dipendenti è arrivata una comunicazione aziendale che li invitava a non presentarsi nella giornata di oggi. Nello stabilimento avrebbero avuto accesso solo alcuni lavoratori amministrativi, per disbrigo di pratiche indifferibili. La gran parte degli oltre 500 dipendenti, dunque, non si è recata al lavoro: nelle prossime ore potrebbero arrivare i risultati degli altri 400 tamponi effettuati dall'Asl, dopo i primi 110 che hanno visto una quarantina di positivi. Da stamane è in corso una riunione a Palo del Colle tra Dipartimento di prevenzione Asl, azienda e prefetto, per disporre l'eventuale chiusura.

I sindacati chiedono chiarezza sulla situazione e sulle prospettive a breve termine di un'azienda riferimento del territorio, coinvolgendo famiglie da Modugno, Palo e numerosi centri dell'hinterland barese: "Al momento - spiega a BariToday Pietro Buongiorno, segretario Uila Bari - non sappiamo se la chiusura sia preventiva o sia stata disposta dalle autorità sanitarie. Attendiamo riferimenti che ci spieghino la chiusura di uno stabilimento importante per la zona. Dopo i primi casi avevamo già chiesto, con una lettera al prefetto, lo stop per i lavoratori in attesa dei risultati delle indagini epidemiologiche. Riteniamo che fermarsi un attimo sarebbe potuta essere una soluzione giusta ma l'azienda ha preferito proseguire".

I risultati dei tamponi consentiranno di chiarire quanto si sia propagato il contagio all'interno dello stabilimento, nel quale sono impiegati anche lavoratori di cooperative: "Sembrerebbe che - aggiunge Buongiorno - i dispositivi di protezione individuale siano stati distribuiti e il distanziamento sociale sia stato rispettato, così come veniva misurata la temperatura ai dipendenti. A questo punto ci chiediamo come sia stata possibile la propagazione del covid". Sul caso è intervenuto anche, brevemente su Facebook, il sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio che, confermando la chiusura ha invitato a far piena luce sulla situazione e a salvaguardare la salute: "All'impresa, ai suoi dipendenti tutti ed alle comunità interessate deve rivolgersi tutta l'attenzione possibile da parte delle autorità competenti".

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