Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Decaro a processo per abuso d'ufficio, il 23 dicembre l'udienza

Stralciata la posizione del parlamentare, imputato nel processo con rito abbreviato che rappresenta un troncone del procedimento sulla presunta associazione per delinquere capeggiata, secondo l'accusa, dall'ex senatore Alberto Tedesco

Il gup del Tribunale di Bari Francesco Pellecchia, accogliendo la richiesta avanzata dal difensore del deputato del Pd Antonio Decaro, l'avvocato Michele Laforgia, ha stralciato la posizione del parlamentare, imputato di abuso d'ufficio nel processo con rito abbreviato che costituisce un troncone del procedimento sulla presunta associazione per delinquere capeggiata, secondo l'accusa, dall'ex senatore Alberto Tedesco, che tra il 2005 e il 2009 avrebbe gestito la sanità in Puglia.

Il gup ha ritenuto che la posizione di Decaro ''non ha alcuna connessione probatoria'' con l'ipotesi associativa e con la posizione degli altri sette imputati. La vicenda del parlamentare sarà quindi discussa autonomamente nell'udienza del prossimo 23 dicembre. Decaro, che rischia una condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione, è accusato di un tentativo di abuso d'ufficio relativo alla presunta sponsorizzazione presso l'allora assessore Tedesco di un proprio parente impegnato in un concorso indetto dall'Arpa.

In udienza il difensore del parlamentare ha chiesto lo stralcio per definire il processo in tempi rapidi e consentire ad Antonio Decaro di esercitare liberamente i suoi diritti politici. Il parlamentare sta valutando una propria candidatura alle elezioni comunali di Bari della prossima primavera. Decisione che, come già dichiarato da Decaro, ''è slegata dalla sentenza''.

Per gli altri sette imputati il giudice ha fissato un calendario di udienze per le discussioni fino alla sentenza prevista per il 19 marzo. Il procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, titolare del fascicolo, ha chiesto sei condanne comprese fra un anno e otto mesi e due anni e sei mesi di reclusione per i reati, a vario titolo, di associazione per delinquere (contestata a tre ex funzionari delle Asl di Bari e Lecce, Felice De Pietro e Vincenzo Valente, e dell'Irccs 'Saverio De Bellis' di Castellana Grotte, Tommaso Antonio Stallone), abuso d'ufficio e falso (il dipendente della Asl di Bari Gabriele D'Addato, Giuseppe Liantonio, dirigente dell'Irccs De Bellis e l'imprenditore Domenico Marzocca). La Procura ha chiesto inoltre l'assoluzione per il funzionario della Asl di Bari Giuseppe Borraccino.
(ANSA)

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