Arriva la polizia, gettano la droga dalla finestra: in casa una 'centrale dello spaccio', arrestato minorenne

La scoperta degli agenti delle Volanti in un appartamento del San Paolo, dove erano intervenuti dopo una segnalazione tramite la app 'YouPol': altre due persone trovate in casa sono state denunciate

‌In casa aveva allestito una vera e propria 'centrale dello spaccio'. A mettere la polizia sulla tracce del giovane, un 17enne del quartiere San Paolo, è stata una segnalazione giunta in sala operativa mediante l’applicazione “YouPol”, la app della polizia che consente ai cittadini di segnalare, anche in anonimo, la commissione di reati.

Gli agenti delle Volanti si sono quindi recati al quarto piano della palazzina in cui il giovane abitava e, nonostante una resistenza opposta dagli occupanti dell’appartamento, sono riusciti ad entrare; contestualmente, altri agenti si sono appostati nel cortile dell’abitazione ed hanno notato una persona che ha lanciato dalla finestra dell’appartamento in questione due involucri, prontamente recuperati. Il primo era un marsupio di colore nero contenente 150 grammi circa di marijuana, 80 grammi circa di hashish ed un bilancino di precisione; 21 dosi di marijuana e 40 di hashish erano già confezionate e pronte per essere smerciate. Il secondo pacco era costituito da un involucro contenente 267 bustine di cellophane vuote, uguali a quelle utilizzate per confezionare la sostanza stupefacente.

Il 17enne è stato arrestato e condotto presso l’Istituto penale per Minorenni  “Fornelli” di Bari mentre le altre due persone trovate nell’appartamento, uno zio ed un amico, sono state denunciate in stato di libertà. Sequestrati anche 5 telefoni cellulari,  un binocolo e del nastro isolante di colore nero uguale a quello utilizzato per il confezionamento della sostanza stupefacente.

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Il cane antidroga Amira, durante la perquisizione, ha annusato con insistenza tutti gli ambienti dell’abitazione segnalando con più intensità gli armadi delle stanze da letto; tale comportamento in gergo si chiama “traccia calda” e lascia presupporre che poco prima in quei luoghi era occultata sostanza stupefacente.

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