Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca Piazza Umberto I

"Caso Caporale", all'Università arriva anche Striscia la Notizia

Il caso del docente di Scienze della Formazione che teneva esami pur essendo in pensione ha richiamato a Bari gli inviati della trasmissione di Canale 5, che hanno chiesto spiegazioni al preside della Facoltà

“Se qualcuno da libero cittadino ha commesso degli errori ne risponde sul piano giuridico, non è certamente una responsabilità del preside”. Il professore Giuseppe Elia, preside della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli studi di Bari, risponde così davanti ai microfoni di Striscia la Notizia. Fabio e Mingo in missione a Bari hanno bussato direttamente alla porta della Presidenza per interrogare l'accademico sul “caso” Caporale che ha gettato nello sconcerto e nel disorientamento totali gli studenti che hanno sostenuto l’esame di storia della pedagogia.

IL  FATTO  Molti studenti  di questa facoltà hanno sostenuto regolarmente  il suddetto esame con il professor Caporale. Studenti  Indipendenti  Formazione ha scritto su Facebook, in merito allo stesso esame: “si narra che bastasse acquistare i libri che componevano il suo programma didattico e presentarli all'esame, per fare bella figura e assicurarsi un ottimo voto. Come se non bastasse, leggenda vuole che lo stesso professore era solito controfirmare i testi, durante la prova d'esame, per assicurarsi che quella copia non venisse in seguito riciclata da altro studente. L'obiettivo pareva essere: quanti più studenti possibili per più libri originali a testa”. Ma il professore Caporale dal 1 Novembre 2011 è in pensione quindi da questa data in poi non avrebbe più potuto e dovuto presiedere l’esame: così non è stato. Gli studenti hanno continuato a sostenere l’esame con il docente e  spesso accadeva in date non ufficiali ovvero non deliberate dal Consiglio di Facoltà ma decise in via del tutto informale.  Inoltre,  il prof prendeva accordi anche con i laureandi ovvero con studenti che bussavano alla stanzetta 16, dopo il terrazzino, a sinistra del terzo piano per concordare l’argomento della propria tesi di laurea.

Il PROBLEMA Ora gli studenti sono molto arrabbiati e indignati perché hanno appreso dalla Segreteria della Facoltà che gli esami sostenuti con il professore in pensione anzi, in quiescenza, sono ritenuti non validi e quindi non verranno convalidati. E tutti i laureandi che hanno avviato un progetto di tesi dovranno cercarsi un altro professore e molto probabilmente ricominciare tutto daccapo. Molti di loro non sono  in possesso nemmeno dello statino o del modello Cento per testimoniare la prova sostenuta perché il professore li ha tenuti per sé. Ma gli universitari hanno deciso di intraprendere un’iniziativa per rispondere all’ offesa ricevuta e soprattutto per non dover ripetere gli esami.

L’osservazione di Mingo viene spontanea: “Preside lei  finchè è preside dovrebbe controllare quello che succede anche perché questo signore, cioè il professore usava la facoltà e specificatamente il proprio ufficio per fare gli esami”. Ma il preside in modo fermo mette in dubbio  la parola di moltissimi studenti e comunque assicura che laddove risulti un verbale di esame non ci sarà alcun annullamento della prova; diversamente, si procederà poi a livello penale e quindi al di fuori delle mura accademiche. Fabio e Mingo come per ogni figuraccia che si annoveri, hanno consegnato il noto tapiro; ma per il Professore Elia  ha assunto le sembianze di una grossa scamorza tipico-pugliese che ha continuato a tenere in mano per tutta la durata dell’intervista.

 

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