Cronaca

Pizzo agli imprenditori e case popolari 'assegnate' in cambio di favori: 10 arresti tra gli affiliati agli Strisciuglio

Le ordinanze sono state eseguite questa mattina: le indagini partite nel 2017 hanno portato anche alla denuncia di 8 persone e al sequestro di armi e droga. Il clan era attivo in diversi quartieri a nord del capoluogo

Finiscono agli arresti 10 affiliati al clan Strisciuglio, operante nel quartiere San Pio di Bari, in un blitz effettuato questa mattina dai carabinieri della Compagnia di Bari San Paolo. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale su richiesta della locale Procura della Repubblica - DDA, sono relative ai reati contestati, a vario titolo, di concorso in attività estorsive aggravate dal metodo mafioso, lesioni aggravate, spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione abusiva di armi.

Il sistema estorsivo

Gli arresti sono il risultato dell'attività di indagine, avviata nel 2017 e conclusa a luglio 2019, che ha portato alla luce un sistema estorsivo ai danni di imprenditori locali dei quartieri Santo Spirito, Palese e San Pio/Enziteto ad opera di affiliati al clan 'Strisciuglio' che, grazie al forte potere intimidatorio del gruppo di appartenenza e alla disponibilità di armi, riusciva a controllare in modo incontrastato le aree a nord-ovest della città di Bari. In particolare, dopo l’arresto di uno degli indagati che aveva imposto un servizio di 'guardiania' - "a scanso di più gravi conseguenze" ricordano dalla Procura in una nota - ad un’impresa edile in procinto di realizzare alcune abitazioni nel quartiere di Palese, le investigazioni hanno permesso di accertare che dal carcere, dove era detenuto il capo del gruppo di criminali operanti nei quartieri a nord del capoluogo, partivano e giungevano ordini veicolati agli altri affiliati tramite la moglie che si recava in visita al marito detenuto. Il gruppo criminale oltre a gestire le piazze di spaccio dei quartieri, taglieggiava gli imprenditori locali che per timore di gravi ritorsioni aderivano alle richieste estorsive.

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Il controllo sulle case popolari

In aggiunta, dalle indagini è anche emerso che le abitazioni popolari del quartiere San Pio erano 'assegnate' dal gruppo criminale che consentiva l’occupazione degli immobili solo a sodali o previo pagamento di un corrispettivo o in cambio di favori. Nello specifico sono state denunciate per occupazione abusiva di immobili 8 persone, di cui 4 affiliate al clan. "Sempre dal carcere, grazie alle 'ambasciate' - aggiunge la Procura - venivano gestite le affiliazioni e le alleanze nonché le eventuali controversie sorte con gli esponenti di altri gruppi". Tre persone sono finite in carcere durante le indagini, che hanno portato anche al sequestro di diverse armi e quantitativi di droga.

L'arsenale nel garage di un incensurato

Nel corso delle perquisizioni effettuate durante le operazioni, a casa e nel garage di un incensurato non destinatario del provvedimento restrittivo, i carabinieri hanno inoltre rinvenuto tre AK 47 kalashnikov, una pistola mitragliatrice di produzione est europea, due pistole semiautomatiche e un giubbotto antiproiettile, munizioni e altro materiale, secondo gli investigatori appartenenti al clan. Verranno eseguite perizie ed accertamenti tecnico- balistici.

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