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I sindacati contro il piano di esuberi della Banca Popolare di Bari: "Inaccettabili tagli lineari per 900 lavoratori"

Prevista la chiusura di 12 filiali in Puglia. "Ancora nulla è stato detto delle 300 persone dichiarate come esuberi nelle direzioni generali e delle 600 della rete", aggiungono le segreterie di Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Uillca e Unisin

Il piano con 900 possibili esuberi tra i lavoratori della Banca Popolare di Bari porterebbe, secondo i sindacati, a "tagli lineari dissennati". E' quanto riporta l'AdnKronos sulla presentazione dello schema di riduzione del personale da parte di BpB ai rappresentanti dei lavoratori, avvenuta via videoconferenza.

Per i sindacati "solo in minima parte - del piano - è stata più approfondita, ma per quel che è stato letto, è bastato per definirla cinica, contraddittoria e inaccettabile". Pop Bari prevede 900 esuberi e intende chiudere 94 filiali: ai sindacati ha fornito un elenco per regioni delle sedi che non saranno più operative: In Puglia sarebbero tagliate 12 filiali su 76 aperte.  "Ancora nulla è stato detto delle 300 persone dichiarate come esuberi nelle direzioni generali e delle 600 della rete", aggiungono le segreterie di Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Uillca e Unisin. "Nello specifico, è stato illustrato uno schema di razionalizzazione dei costi relativi a forniture e consulenze, insieme ad una minima rimodulazione dell'offerta di servizi bancari. Secondo la rimodulazione proposta, in linea enunciativa, il volano del rilancio dovrebbe essere rappresentato dalla valorizzazione delle competenze e professionalità del personale ma, dalla lettura dei documenti, è proprio su questo aspetto che quanto illustrato dall'azienda risulta lacunoso e brutale, privo di una visione prospettica". Tra gli annunci, quello di "una cessione di npl quasi totale e a prezzi di mercato", ma "se quelle indicate dalla delegazione aziendale sono le basi su cui negoziare diciamo con forza - ribadiscono i sindacati - che non dovranno essere le lavoratrici e i lavoratori a pagare le conseguenze di atti e fatti di cui altri risponderanno alla magistratura".

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