L'ultimo saluto della città al comandante Marzulli: "Con la sua vita ha insegnato il rispetto per le istituzioni"

In tanti hanno preso parte alle esequie del capo della Polizia Locale barese nella Basilica di San Nicola. All'esterno i reparti schierati per il solenne omaggio

Il picchetto d'onore all'arrivo del feretro - Video Natale Cassano

Ad accoglierlo, ci sono innanzitutto i suoi agenti in divisa, gli uomini e le donne della Polizia locale che da sempre considerava come "una famiglia". Schierati sul piazzale della Basilica di San Nicola, pronti a rendere onore, per l'ultima volta, al loro comandante, il cui feretro arriva accompagnato da un corteo di moto del Corpo con le sirene accese. E poi rappresentanti di istituzioni e associazioni, e tanti cittadini comuni, venuti per portare l'ultimo saluto al generale Nicola Marzulli, scomparso improvvisamente ieri a causa di un infarto, a 65 anni. Una folla composta e silenziosa che occupa la Basilica in ogni suo spazio. Ai lati dell'altare, lungo i banchi, i Gonfaloni dei Comuni della provincia, con i sindaci e i comandanti delle polizie locali.

"Un credente e un uomo delle istituzioni che ci lascia come eredità l'osservanza della legge": così lo ricorda nell'omelia l'arcivescovo, monsignor Francesco Cacucci. Ma a prendere la parola, per ricordare il comandante Marzulli, è anche l'ex sindaco Simeone Di Cagno Abbrescia, che nel 1999 lo volle al comando della Polizia municipale. "È riuscito a rendere il Corpo ancora più coeso e forte", dice l'ex primo cittadino, ricordando poi, tra le sue battaglie, quella, "vinta", per l'uso del casco. "Era ligio al dovere, quante volte l'ho disturbato di sera, di notte, era sempre disponibile, lui spuntava da qualsiasi parte per affiancarmi". "Quando ho saputo della sua scomparsa, è stato come se un terremoto avesse distrutto una parte della città, è venuta meno una colonna portante della città. Ciao, grande comandante". 

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"Nicola ci ha insegnato il rispetto delle forze dell'ordine e delle istituzioni. Ha dedicato la sua vita all'onestà e al rispetto delle regole, dimostrandosi un esempio per tutta la comunità", ha detto il sindaco Antonio Decaro. "Signor sindaco, mi chiamava sempre, anche quando eravamo soli, tale era il suo senso di rispetto delle istituzioni. Nicola invece lo chiamavo io, mi rivolgevo a lui come a un fratello più grande", ha ricordato il sindaco, visibilmente commosso. "Questa città ha affrontato sfide importanti, e non so se ce l'avremmo fatta senza di lui", ha aggiunto il primo cittadino richiamando, tra le tante lotte, quella agli abusivi delle fornacelle durante la festa di San Nicola. "Ci mancherà la tua determinazione, la capacità di gestire le emergenze". E poi il pensiero del sindaco per quella nomina, meritata e attesa, che nel 2016 fece tornare Marzulli alla guida della "sua" Polizia locale. "Restituendoti quella divisa, non so quanta vita ti abbiamo dato e quanta te ne abbiamo tolta. Di questo dobbiamo chiederti scusa, la città devi chiederti scusa per il tempo hai sottratto alla tua famiglia. Ma se non ti avessimo restituito quella divisa non ce lo saremmo perdonato, e forse non ce l'avresti perdonato neanche tu".

"Vi ringrazio tutti, non dimenticatelo mai. Fate come ha fatto lui, siate sempre forti come lo era lui", ha detto la figlia al termine della cerimonia. Poi, fuori dalla Basilica, un lungo applauso per accompagnare l'ultimo viaggio del comandante.

*Ultimo aggiornamento ore 19

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