"Denaro per agevolare esponenti del clan", arrestati due carabinieri: avrebbero anche rivelato informazioni su indagini in corso

Due graduati dell'Arma in servizio a Giovinazzo sono finiti in carcere insieme a un commerciante e a un esponente locale del clan Di Cosola: l'indagine è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari

Avrebbero ricevuto "denaro ed altre utilità" "per omettere o ritardare atti del proprio ufficio e per compiere atti contrari ai doveri di ufficio", con l'obiettivo di "agevolare" alcuni esponenti locali del clan Di Cosola, rivelando anche, in alcuni casi, informazioni relative ad indagini in corso. Con queste accuse, due militari dell'Arma in servizio a Giovinazzo sono stati arrestati questa mattina in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ed eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Bari. Insieme ai due graduati, sono stati arrestati  un esponente di spicco dell’articolazione locale del clan Di Cosola e un commerciante. I destinatari del provvedimento rispondono, a vario titolo, del delitto di partecipazione, organizzazione e concorso esterno in associazione mafiosa "poiché, taluni in qualità di promotori, gli altri in quella di concorrenti esterni, fornivano un contributo all’associazione di tipo mafioso denominata clan Di Cosola".

Le accuse ai militari dell'Arma

I due militari sono anche ritenuti responsabili, in concorso, di corruzione in atti giudiziari e rivelazione del segreto d’ufficio. In particolare, secondo gli investigatori, i due "in più occasioni", "avrebbero ricevuto denaro ed altre utilità per omettere o ritardare atti del proprio ufficio e per compiere atti contrari ai doveri di ufficio, al fine di agevolare taluni appartenenti all’articolazione locale del Clan Di Cosola". A sua volta, l’esponente locale del clan, attraverso il commerciante, "avrebbe indotto i due carabinieri a rivelare informazioni relative ad operazioni di Polizia Giudiziaria, in taluni casi in merito alle indagini in corso; a fornire dettagli sui turni di servizio dei colleghi della Stazione e sugli orari in cui sarebbero avvenuti i controlli nei confronti degli affiliati sottoposti a misure coercitive, nonché a consegnare, in tre distinte occasioni, documenti informatici e cartacei contenenti registrazioni e verbali di dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia".

I provvedimenti cautelari scaturiscono da un’attività condotta in piena sinergia tra l’Arma dei Carabinieri e la Procura di Bari. La complessa indagine è stata delegata ed eseguita dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari,  con il costante coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

(foto di repertorio)

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