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Il Ministero dell'Economia contesta spese per 35 milioni di euro all'Università di Bari

La contestazione del MEF riguarda l'arco di tempo 2004-2013: spese di 'eccezionale gravità' per gli stipendi del personale in forma di indennità, premialità e integrativi

Come riportato dai maggiori organi d'informazione in mattinata, il ministero dell'Economia e finanze ha contestato all'Università di Bari l'erogazione indebita di risorse al personale (premi e integrativi vari) per 35 milioni di euro nel periodo 2004-2013.

Nello specifico la nota ministeriale, datata  29 maggio 2015, si riferisce al periodo 2004-2013: un arco di tempo in cui sarebbero state compiute spese di 'eccezionale gravità' (tanto da essere impossibile qualsiasi forma di recupero) per gli stipendi del personale in forma di indennità, premialità e integrativi. Di questi 35 milioni 20 sono stati impiegati per la progressione orizzontale dei dipendenti e 15 milioni per quella verticale di tecnici amministrativi a elevata professionalità

Nella nota del MEF, inoltre viene contestata  l’immissione nei ruoli di 285 nuove unità di personale a elevata professionalità mediante procedura di progressione verticale avvenuta nel dicembre 2003, pur in assenza di indicazioni contrattuali che consentissero di adeguare il fondo previsto per sole 45 unità.

Trova così una parziale spiegazione il buco di bilancio record di 52 milioni di euro con cui l'Ateneo barese chiuse l'anno accademico 2009-2010.

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