Il settore florovivaistico pugliese in ginocchio per il covid teme un altro lockdown: "Sarebbe un disastro"

"I mesi di ottobre e di novembre sono importanti per i produttori floricoli e non possiamo permetterci una ulteriore battuta di arresto" dice Giuseppe De Noia, responsabile organizzativo della Cia Levante

"C’è preoccupazione tra i floricoltori della provincia di Bari per l’emergenza sanitaria. Il settore, già gravemente compromesso dalla chiusura imposta dal lockdown, non può e non deve essere ulteriormente penalizzato": è l'appello di Cia Levante per chiedere interventi a sostegno di un comparto devastati dalla crisi covid anche a causa della riduzione o del diviedo di cerimonie, a cominciare da matrimoni, comunioni e cresime.

"I mesi di ottobre e di novembre sono importanti per i produttori floricoli e non possiamo permetterci una ulteriore battuta di arresto" dice Giuseppe De Noia, responsabile organizzativo della Cia Levante e componente del comitato direttivo del Distretto Florovivaistico pugliese con sede a Terlizzi, sede del più grande mercato floricolo di Puglia.

"L’auspicio - per Di Noia -  è di non arrivare ad un altro lockdown che potrebbe portare anche alla chiusura dei cimiteri proprio nel periodo di commemorazione dei defunti. L’appello è improntato sulla responsabilità di tutti: cittadini ed imprenditori agricoli in primis nel rispetto delle regole e delle istituzioni nel porre in atto tutti gli strumenti di convivenza con l’emergenza per evitare l’azzeramento di un importante economico del nostro territorio".

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“L’emergenza sanitaria ci impone una nuova organizzazione delle nostre attività, facciamolo per il rispetto della salute e per la salvaguardia di un settore; prenotazioni delle commesse e consegne a domicilio possono essere uno strumento per garantire maggiore sicurezza e consentiamo ai cittadini nel rispetto della distanza sociale di commemorare i propri cari defunti. Dobbiamo fare di tutto perché mesi di programmazione della produzione, vada a monte per la mancata commercializzazione che sarebbe messa a dura prova da eventuali restrizioni che potrebbero essere attuate proprio in occasione del primo e due novembre".

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