Una nuova indagine (la quinta) sulla Banca Popolare di Bari. L'appello al governo: "Salvare i risparmi e i lavoratori"

Il presidente Emiliano: "Non devono venire qui a commissariarci come se fossimo una colonia, devono darci dignità". Decaro: "Risposte per 70mila famiglie

Un nuovo fascicolo d'indagine, senza indagati né ipotesi di reato, è stato aperto dalla Procura di Bari sulla Banca Popolare di Bari. La notizia è stata confermata all'Ansa da fonti vicine agli ambienti giudiziari. Il fascicolo, a disposizione del pm Roberto Rossi, è stato avviato dopo la lettera inviata nei giorni scori dalla Consob in cui si segnalava un mancato onvio delle informazioni richieste alla banca sulla situazione dei conti. Si tratta della quinta inchiesta al momento pendente sulla Banca, da ieri commissariata ufficialmente

Proprio su questo aspetto, sono intervenuti il governatore della Puglia, Michele Emiliano, e il sindaco di Bari, nonché presidente Anci, Antonio Decaro: “È una vicenda che mi ha preoccupato molto - ha dichiarato Emiliano -, noi abbiamo fatto pressioni molto forti sul governo per il decreto di salvataggio della banca. È chiaro che nel momento in cui la banca viene salvata con l'intervento del Governo, e quindi immagino con provvedimenti che avranno anche natura finanziaria, ci sono delle contromosse che il Governo fa. Il commissariamento è una di queste. Sono dure da accettare, ma evidentemente questo fa parte delle possibilità reali. Il Governo ha ritenuto di fare questa operazione con questa modalità: bisognerà vigilare e fare in modo che la Banca Popolare di Bari rimanga una banca pugliese”.

“Io temo - ha aggiunto il governatore - quello che è successo in altri contesti. L'Agenzia delle entrate a un certo punto, quando la Lega governava, mandò via tutti i dirigenti pugliesi delle Agenzie delle entrate e li sostituì con i dirigenti del Nord e da un minuto all'altro i nostri imprenditori, forse anche effettivamente in affanno, non conoscevano più nessuno all'interno dell’Agenzia. Io mi auguro che non succeda la stessa cosa alla Banca popolare, cioè spero che si rimanga connessi con il territorio, perché l'economia meridionale non può essere interpretata da chi non la capisce, da chi non la conosce. La Puglia è una Regione pulita, trasparente e sta facendo degli sforzi enormi, ha risultati economici molto rilevanti in termini di esportazione, incremento dei posti di lavoro, PIL. Quindi non devono venire qui a commissariarci come se fossimo una colonia, devono darci dignità: io son convinto che il Presidente del Consiglio, che è pugliese e quindi capisce la nostra realtà, farà in modo che i commissari interpretino in modo adeguato il loro ruolo” ha concluso Emiliano.

Per il sindaco Decaro "Il governo deve assolutamente intervenire per salvare la Banca Popolare di Bari così come è accaduto per altre realtà del nostro Paese. Altrimenti assisteremo allo sgretolamento dell'intero tessuto economico della città e oltre 70 mila famiglie perderebbero i loro risparmi".

Il premier Conte: "Non tuteleremo i banchieri"

"Ieri a Bruxelles non potevo anticipare alle telecamere quello che stava succedendo. Chiedo scusa ai cittadini, sono stato omissivo per la prima volta ma non potevo parlare a mercati aperti". Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha spiegato la situaizone di ieri, nella quale, risondendo alle domande dei giornalisti al termine dell'Eurosummit, aveva smentito qualsiasi intervento del governo su BpB. Il premier poi aggiunge: ":Non tuteleremo nessun banchiere. Sollecitiamo azioni di responsabilità perché non possiamo permetterci queste situazioni, vogliamo i nomi e i cognomi dei responsabili. Interverremo attraverso uno strumento nella pancia di Invitalia, Mediocredito Centrale. Cerchiamo di fare di necessità virtù. Assicureremo a Mediocredito centrale le necessarie risorse per poi, con un fondo interbancario, intervenire per rilanciare la Pop Bari. Avremo una sorta di Banca del Sud degli investimenti a partecipazione pubblica" conclude Conte.

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