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Immagine di repertorio

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Morta nel Barese dopo intervento di fecondazione assistita: condannati ginecologo e anestesista

I due imputati (pena sospesa) e l'Asl Bari sono stati condannati anche al risarcimento dei danni in favore dei parenti della vittima, che si sono costituiti parte civile.

Il giudice monocratico del Tribunale di Bari, Angelo Salerno, ha condannato il ginecologo Giuseppe D'Amato e l'anestesista Cosimo Orlando a un anno e 8 mesi ciascuno (pena sospesa) nell'ambito del processo sulla morte di Arianna Acrivoulis, la 32enne, deceduta nel giugno 2015 nel'ospedale di Conversano dopo un trattamento di fecondazione assistita (Fivet).

I due imputati e l'Asl Bari sono stati condannati anche al risarcimento dei danni in favore dei parenti della vittima, che si sono costituiti parte civile. Il pubblico ministero Grazia Errede aveva chiesto la condanna per entrambi i medici a 4 anni di reclusione Il collegio difensivo (composto dagli avvocati Luca Colaiacomo, Michele Laforgia e Roberto Cerfeda) aveva invece chiesto l'assoluzione degli imputati, perchè la paziente sarebbe deceduta per una complicazione imprevedibile.

Per l'avvocato Michele Sodrio, uno dei difensori di parte civile: "la morte di Arianna Acrivoulis" sarebbe stata causata "dalla grave negligenza di questi due medici e non certo da una misteriosa fatalità. E' stato un processo lungo e complicato, anche perchè abbiamo avuto nel mezzo la chiusura di un tribunale e una pandemia mondiale, ma devo dare atto al tribunale di avere fatto ogni sforzo possibile, per arrivare ad una sentenza di primo grado in tempi ragionevoli. La nostra battaglia continua in appello, dove sicuramente gli imputati vorranno andare, impugnando la sentenza di condanna. Il nostro principale nemico è la prescrizione, ma continuiamo ad avere fiducia nella Giustizia".

(Immagine di repertorio)

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