Cronaca

Vertenza Natuzzi, resta il nodo esuberi. I sindacati: "Dall'azienda atteggiamento sbagliato"

Cgil, Cisl e Uil proclamano un nuovo sciopero dopo il quasi nulla di fatto dell'incontro di ieri a Roma. Il viceministro Bellanova: "Rimodulare il piano in favore dei lavoratori"

Prosegue lo scontro al Ministero dello Sviluppo Economico per la vertenza riguardante gli stabilimenti Natuzzi: al termine della 'cabina di regia' svoltasi ieri, Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato un nuovo sciopero di 8 ore, entro il 10 ottobre, prima del prossimo 'round' nella capitale, a causa del "comportamento tenuto dall'azienda" nel corso dell'ultima riunione, in cui l'azienda ha ribadito "che in nessuno degli Accordi siglati si è impegnata a riassorbire gli esuberi strutturali nell’organico del polo Italia". Natuzzi ha confermato la proposta di una newco "destinata alla lavorazione del taglio del poliuretano per le imbottiture, da svolgersi nello stabilimento di Ginosa, che in base al piano industriale presentato potrà riassorbire circa 104 collaboratori", affermando come il Gruppo sia "fortemente impegnato a consolidare e mettere in sicurezza gli attuali 1.918 collaboratori che oggi lavorano in regime di Solidarietà, per i quali negli ultimi due anni l’azienda ha già trasferito la produzione di oltre 200.000 sedute dagli stabilimenti esteri in Italia".

Fortemente critici i tre sindacati: "Il Gruppo continua ad assumere un atteggiamento sbagliato e dannoso per i lavoratori - accusano le segreterie nazionali in una nota - e anche oggi ci siamo trovati di fronte ad una chiusura inaccettabile. Ci sono 330 lavoratori che dal 15 ottobre non avranno più copertura di ammortizzatori sociali, e di fronte alle condivise proposte delle regioni Basilicata e Puglia, i cui rappresentanti si sono detti disposti ad attivare la cassa integrazione in deroga fino al 30 dicembre 2016, Natuzzi da parte sua ha preferito respingere al mittente l'offerta, evidentemente per avere mano libera per il licenziamento". Per le parti sociali si tratta di "una scelta sbagliata e ingiusta, contro la quale abbiamo subito proclamato uno sciopero di 8 ore, le cui modalità saranno decise a livello territoriale, con la possibilità di organizzare ulteriori forme di mobilitazione, e da svolgersi prima del prossimo incontro, fissato per il 10 ottobre, sperando che in questi giorni l'azienda ci ripensi. Noi continuiamo a ribadire che tutti i lavoratori dichiarati in esubero devono essere ricollocati, Natuzzi si dimostri un Gruppo serio e responsabile e la smetta di scherzare sulla pelle di 330 lavoratori e delle loro famiglie".

Sulla vicenda è intervenuto anche il viceministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, la quale ha invitato l'azienda "a rimodulare il piano sociale di incentivazione all'esodo estendendolo a tutti i lavoratori e consentendo alle unità in esubero di subentrare a quei lavoratori in contratto di solidarietà che aderiscono al piano di incentivi all'esodo" in modo da "scongiurare il rischio di imminenti licenziamenti per le unità in esubero nel sito di Ginosa". Bellanova, "in considerazione della possibilità della Regione Puglia di usare nuove risorse per la cassa in deroga a favore delle unità in esubero, ha sollecitato l'azienda e le organizzazioni sindacali a confrontarsi in tempi rapidi con la Regione per una verifica concreta della modalità di attivazione di tale ipotesi", chiedendo inoltre alle parti "di riferire in tempi brevi in merito agli esiti del confronto".

L'incontro di ieri ha comunque prodotto un nuovo Piano Sociale con due interventi: "Il rafforzamento del progetto di ricollocazione ASSIST - afferma l'azienda in una nota - con maggiori incentivi per i lavoratori che aderiscono all’iniziativa e per le aziende terze disposte ad assumere, a tempo indeterminato, i lavoratori Natuzzi in Cassa Integrazione a zero ore"e "l’incremento dell’incentivo per tutti coloro che aderiscono alla procedura di mobilità volontaria entro il 7 ottobre 2016".

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