Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Omicidio Anna Costanzo, pena dimezzata in Appello per l'ex fidanzato

Pena ridotta da 30 a 16 anni per il 36 enne Alessandro Angelillo, accusato di aver ucciso la truccatrice del Petruzzelli, trovata morta nella sua abitazione a San Girolamo la notte dell'11 luglio 2009

Pena ridotta da 30 a 16 anni e mezzo di reclusione per il 36enne Alessandro Angelillo, accusato dell'omicidio dell'ex fidanzata Anna Costanzo, la truccatrice di scena del Petruzzelli, trovata morta nella sua casa al quartiere San Girolamo la notte tra il 10 e l'11 agosto 2009.

La sentenza è stata emessa oggi dalla Corte di Assise di Appello di Bari. Su richiesta della difesa dell'imputato, rappresentata in aula dagli avvocati Giancarlo Chiariello e Pierfrancesco Clemente, la Corte ha escluso l'aggravante della crudeltà, così come contestato dall'accusa e riconosciuto in primo grado nel processo con rito abbreviato, che si era concluso il 3 giugno 2011 dal con una condanna a 30 anni. Angelillo è detenuto per il delitto dal novembre 2009.

LA CONFESSIONE DI ANGELILLO - Il processo di appello si è aperto con l'intervento di Angelillo, che ha reso dichiarazioni spontanee, confessando - per la prima volta dall'inizio dell'intera vicenda giudiziaria - l'omicidio dell'ex fidanzata. "Sono amareggiato e dispiaciuto per quello che ho commesso. - ha detto l'imputato - Se potessi darei la mia stessa vita per far tornare in vita Anna Costanzo"

I FAMILIARI: "DISGUSTATI DALLA SENTENZA" - "Siamo irritati e disgustati nel constatare che le ingiustizie provengono proprio da chi deve far rispettare la giustizia e di come le parole di un illustre avvocato, minimizzando l'accaduto, abbiano potuto trasformare il carnefice in vittima, cercando di occultare un evidente atto di barbarie e crudeltà. Scusate il nostro dissenso ma abbiamo un concetto di giustizia diverso". Così i fratelli di Anna Costanzo, Francesco e Michele hanno commentato la sentenza a carico di Angelillo. Le loro dichiarazioni sono riportate dall'Ansa. "Questa sentenza - dicono al termine dell'udienza - è un'autorizzazione a commettere atti di violenza contro le donne, se quando uccidi la tua ex fidanzata te la cavi con 16 anni. E' una vergogna. Siamo delusi dalla giustizia italiana". I fratelli della vittima, parti civili nel processo, hanno ottenuto la conferma del risarcimento danni, con provvisionale già quantificata in primo grado, più di un anno fa, di 100.000 euro ciascuno. Soldi che non sono mai arrivati e che, nelle intenzioni di Francesco e Michele, saranno utilizzati per la creazione di una scuola sul trucco di scena intitolata alla vittima.

IL DELITTO - Secondo quanto accertato nel processo, Angelillo avrebbe agito spinto dalla gelosia nei confronti della donna che rifiutatva di riprendere la loro relazione. La notte dell'omicidio, dopo aver strangolato la donna, Angelillo tentò un depistaggio, postando sul profilo Facebook della donna un messaggio in cui Anna diceva di aver appuntamento con tre uomini. Poi allestì la scena del delitto di modo che si pensasse ad un'orgia non consumata.

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