Cronaca

Accusato di omicidio: assolto in primo grado, condannato a 25 anni in Appello

La Corte d'Appello ribalta la sentenza per Giacomo Quaranta, pregiudicato 42enne barese, accusato dell'omicidio del sorvegliato speciale Antonio Giuliani, avvenuto nell'agosto 2006

La Corte d'Assise d'Appello di Bari ha condannato alla pena di 25 anni di reclusione il pregiudicato barese Giacomo Quaranta, accusato dell'omicidio del sorvegliato speciale Antonio Giuliani, ucciso a 21 anni il 26 agosto 2006 con un proiettile alla nuca.

Quaranta, 42 anni, soprannominato "Mignolino" è ritenuto l'esecutore materiale del delitto ed era stato assolto in primo grado dai giudici della Corte d'Assise, con sentenza emessa il 20 maggio 2010, "per non aver commesso il fatto". Confermata, in secondo grado, l'assoluzione del presunto complice di Quaranta, Francesco Baldassarre. Dichiarato inammissibile l'appello proposto dalla Procura per altri due imputati, assolti in primo grado dall'accusa di favoreggiamento. Il cadavere di Giuliani fu trovato sulla provinciale Palese-Bitonto, nel barese, dietro a un muretto. Secondo il pm della Dda di Bari che coordinò le indagini, Desiree Digeronimo, Quaranta entrò in un deposito nel quartiere Libertà di Bari, considerato la roccaforte del clan Strisciuglio, si avvicinò a Giuliani mentre giocava a carte e lo uccise con un colpo di pistola alla tempia destra per poi risalire in auto e fuggire. Il corpo sarebbe stato poi trasportato sul luogo del ritrovamento, forse da altri. Il delitto sarebbe maturato nell'ambito di un regolamento di conti tra clan.


(ANSA)

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