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Omicidio Sciannimanico: "Perilli perdeva clienti, per questo fece uccidere il collega"

Dalle indagini ulteriori dettagli sul movente del delitto: Perilli, ritenuto il mandante dell'omicidio, avrebbe perso alcuni clienti che avevano deciso di rivolgersi proprio al giovane agente, che stava per aprire un suo ufficio a Japigia, a poca distanza da quello del 47enne oggi in carcere

Aveva perso alcuni clienti, che avevano deciso di rivolgersi proprio al 'concorrente', quel giovane e intraprendente agente immobiliare che stava per aprire un suo ufficio Tecnocasa proprio a Japigia, 'zona d'affari' di Perilli. Le ulteriori indagini sull'omicidio di Beppe Sciannimanico aggiungono nuovi dettagli sul movente che avrebbe spinto Roberto Perilli, 47enne agente immobiliare di Japigia, a ordinare l'uccisione del giovane 'concorrente'.

Secondo gli investigatori, infatti, Perilli avrebbe pianificato l'uccisione di Sciannimanico perché la presenza del 28enne nel quartiere avrebbe danneggiato i suoi affari. In particolare, secondo quanto emerso dalle indagini, Perilli aveva già perso alcuni clienti, passati con la vittima, e nei due mesi precedenti all'omicidio avrebbe sottoscritto soltanto un contratto d'affitto.

Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, quella sera Perilli giunse in auto sul luogo dell'omicidio  - una stradina poco frequentata di Japigia, dove Sciannimanico era stato attirato con la trappola di un finto appuntamento di lavoro - insieme al pregiudicato Luigi Di Gioia, anch'egli in carcere, che sarebbe sceso dalla vettura esplodendo due colpi di pistola contro Sciannimanico.
 

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