Cronaca Picone / Viale Orazio Flacco, 65

Tumori al seno: all'Oncologico di Bari cure sperimentali secondo il modello europeo

Da circa un anno i tumori alla mammella vengono trattati con un approccio multidisciplinare. Unico centro al Sud iscritto all'EBMT di Londra, cui fanno capo i Centri Trapianti di tutta l'Europa

Da circa un anno presso l’Istituto Oncologico di Bari si possono curare anche i tumori più aggressivi della mammella, i cosiddetti “triple negative”. Questo tipo di cure vengono fornite non solo con le chemioterapie convenzionali ma anche con il trapianto di cellule staminali.

Ad occuparsi di queste terapie è la Breast Care Unit, un team di specialisti di diverse discipline, composto da chirurghi senologi, radioterapisti, oncologi, anatomopatologi, fisici e ginecologi, genetisti e radiologi, che esamina il caso clinico e somministra una chemioterapia sovra-massimale ad alte dosi, con l’obiettivo di eradicare completamente il tumore. Per poter utilizzare dosi così elevate di chemioterapici è però necessario disporre di un “paracadute” per il midollo sano della paziente: infatti prima della terapia vengono prelevate e congelate le sue cellule staminali, che poi vengono trapiantate.

UNICO CENTRO AL SUD ISCRITTO ALL'EBMT - La sopravvivenza è significativamente più alta e la tossicità delle terapie per la paziente è modesta. Questo moderno approccio ai tumori della mammella “triple negative” viene proposto in uno studio clinico europeo di fase 2 dell’European Bone Marrow Transplantation, a cui prende parte, unico nel Sud Italia, il Centro Trapianti dell’Oncologico di Bari: un approccio diagnostico terapeutico integrato e multidisciplinare. Un percorso iniziato nel febbraio del 2015 con l’accreditamento regionale e il primo trapianto autologo (in cui il donatore è il paziente stesso), e proseguito con l’iscrizione al Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo (GITMO) e il prestigioso riconoscimento dell’iscrizione all’EBMT (European Bone Marrow Transplantation), l'organismo europeo, con sede a Londra, cui fanno riferimento i Centri Trapianti di tutto il continente. Tale iscrizione consente di annoverare il Centro Trapianti dell’ Ematologia nel network dei Centri Trapianto Europei con condivisione e standardizzazione delle procedure. I dati dei trapianti effettuati sono registrati in un database europeo con scambio reciproco di informazioni cui tutti gli ematologi clinici che operano nelle strutture accreditate in Europa possono accedere.

APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE - L’esperienza maturata all’IRCCS Istituto Tumori Giovanni Paolo II conferma i dati della letteratura scientifica internazionale: i risultati migliori per questa patologia si ottengono con un approccio multidisciplinare, supportato da un’efficiente organizzazione. Le donne affette da questa patologia, trattate in centri specializzati, hanno maggiori possibilità di ricevere diagnosi puntuali e trattamenti integrati adeguati, tecniche chirurgiche oncologiche e ricostruttive innovative, nonché alle terapie adiuvanti. Tutto ciò ha un impatto positivo sulla sopravvivenza e sulla qualità di vita percepita.A ciò si aggiungono le ricadute in termini di razionalizzazione dei costi del Servizio Sanitario Nazionale e di riduzione dei costi sociali.

"NON E' NECESSARIO EMIGRARE PER CURARSI" - “Circa il 30% dei nostri trattamenti - afferma il dottor Lioce, responsabile della Radioterapia presso l'IRCSS Giovanni Paolo II - sono a favore delle donne operate al seno. Non è giustificato dare ascolto ad annunci che invitano le nostre pazienti ad emigrare verso fredde lande del nord Italia, alimentando uno spiacevole ed estremamente costoso flusso migratorio, per ricevere terapie assolutamente sovrapponibili se non addirittura scadenti”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tumori al seno: all'Oncologico di Bari cure sperimentali secondo il modello europeo

BariToday è in caricamento