Nuovo park&train per la stazione di Torre a Mare: Comune, Regione e ferrovie al lavoro sull'accordo, c'è anche l'ipotesi di un terminal bus

In mattinata una riunione tecnica per definire i dettagli del protocollo di intesa: previsto un parcheggio su un'area di 4.500. Allo studio anche un intervento per collegare direttamente la stazione all'abitato

Si estenderà su una superficie di circa 4.500 metri il nuovo parcheggio al servizio della stazione di Torre a Mare, da tempo atteso dai residenti per risolvere l'annoso problema della carenza di posti auto, che constringe molti cittadini a lasciare l'auto in divieto di sosta, con relativo rischio di sanzioni. Questa mattina, presso gli uffici regionali dell’assessorato ai Trasporti, si è tenuta una riunione tecnica convocata per definire il protocollo d’intesa finalizzato alla riqualificazione delle aree circostanti la stazione, che porterà così all'attivazione di un nuovo park&train. All’incontro hanno partecipato l’assessore comunale ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso, l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture Gianni Giannini, il sindaco di Noicattaro Raimondo Innamorato, i rappresentanti di RFI, Ferrovie Sud Est e della Giesse srl, proprietarie cosa di alcune aree private confinanti con le aree ferroviarie.

L'area individuata e il coinvolgimento dei soggetti interessati

L’area individuata, attigua alla stazione, si trova al confine con il territorio di Noicattaro ed è prevalentemente di proprietà delle Ferrovie dello Stato, con piccole porzioni di proprietà privata. Negli scorsi mesi l’amministrazione ha avviato un’interlocuzione con le Ferrovie dello Stato in merito all’utilizzo di parte di queste aree con l’obiettivo di adibirle a parcheggio per le automobili. A garanzia di una migliore sistemazione del parcheggio, in questo confronto sono stati coinvolti anche i privati, in particolare la Giesse srl, proprietaria di un’area limitrofa alla stazione che ricade nel territorio di Noicattaro.

L'ipotesi terminal bus e il collegamento con l'abitato

Durante l’iter procedurale, inoltre - fanno sapere da Palazzo di Città - RFI e Ferrovie Sud Est hanno manifestato l’interesse a valorizzare la stazione di Torre a Mare come snodo di scambio tra il sistema di trasporto pubblico extraurbano delle Ferrovie Sud Est oltre che con l’attuale sistema di park&train, comunque meritevole di potenziamento.  Pertanto la Regione Puglia, prendendo spunto dall’idea dell’amministrazione comunale, ha voluto ampliare la portata dell’intervento infrastrutturale manifestando la volontà di inserire nel redigendo protocollo d’intesa da sottoscrivere tra tutti i soggetti coinvolti, anche la possibilità di uno stralcio successivo di interventi che coinvolgano soprattutto i vettori ferroviari, per allungare il sottopasso verso l’abitato di Torre a Mare, creare un’area da adibire a terminal bus che permetterà di far convergere in quella zona i percorsi degli autobus che circolano dall’area sud-est barese fino alla Valle d’Itria in modo da collegare direttamente anche la stazione con l’abitato di torre a mare, anche in previsione del declassamento della SS16 da strada statale a strada urbana. Infatti, con la variante del percorso della SS 16, la stazione sarà di fatto collegata, anche fisicamente, con l’abitato di Torre a Mare, dal quale oggi invece è separata proprio dalla tangenziale: a seguito della trasformazione dell’attuale sedime della SS 16 in strada urbana di scorrimento con marciapiedi, piste ciclabili, alberature e rotatorie, quindi, la stazione sarà raggiungibile dal centro del quartiere anche a piedi o in bicicletta, poiché distante solo poche centinaia di metri.

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Galasso: "Ecco gli interventi previsti"

“Finalmente siamo arrivati alla definizione della soluzione del problema della sosta vicino la stazione di Torre a Mare, anche grazie al coinvolgimento della Regione, che oggi ci ha convocato, e del Comune di Noicattaro - ha dichiarato Giuseppe Galasso - La planimetria dimostra come l’area individuata d’intesa con i tecnici del Comune avrà una capienza di circa 120 posti auto, con la possibilità di ospitare 10 alberi ad alto fusto. Il percorso carrabile sarà molto comodo, disponendo di corsie di almeno 3,5 metri di larghezza e di un percorso anulare che facilita le manovre in ingresso e in uscita. Quanto ai marciapiedi e ai percorsi pedonali, avranno una larghezza minima di 1,5 metri e saranno dotati di rampe per le persone con disabilità motoria e di percorsi Loges per i non vedenti. L’area, ovviamente, sarà illuminata secondo gli standard attualmente utilizzati nei diversi cantieri della città, quindi con lampade a led a luce bianca, che garantiscono un’illuminazione omogenea senza zone d’ombra, e controllata grazie a un sistema di videosorveglianza a garanzia della sicurezza di quanti la utilizzeranno. La porzione dell’area da adibire a parcheggio di proprietà della Giesse - una fascia di circa 1.000 metri - sarà ceduta dall’azienda al Comune di Bari con vincolo di poter aprire nuovi accessi carrabili direttamente sulla nuova viabilità e sull’area di parcheggio. Le Ferrovie metteranno i restanti 3.500 metri a disposizione del Comune di Bari con un protocollo d’intesa che sigleremo nelle prossime settimane non appena perfezionato l’iter approvativo. L’obiettivo è quello di realizzare in maniera spedita questo primo stralcio, che prevede la sistemazione dell’area parcheggio e per la cui esecuzione c’è anche la disponibilità di concorrere, da parte della Giesse, con una sponsorizzazione. A RFI, che dal 1° gennaio ha una nuova direzione dedicata che si occupa di Stazioni, che incontreremo in Regione il prossimo 24 gennaio, verrà richiesto, invece, di eseguire l’arretramento della recinzione ferroviaria, lo smontaggio di un binario morto e, soprattutto, le necessarie modifiche degli impianti tecnologici esistenti. La realizzazione di questo parcheggio sarà vitale non solo per i residenti ma anche per gli abitanti dei complessi di Città Giardino e Parchitello, in agro di Noicattaro, e consentirà di valorizzare al meglio la stazione di Torre a Mare che continuerà a funzionare anche in futuro, dopo la realizzazione del collo d’oca”.

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