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Pedopornografia, arrestato 39enne: adescava minorenni sui social network

L'uomo, residente nel barese, utilizzava falsi profili per contattare ragazzine alle quali inviava poi foto e video che lo mostravano durante atti sessuali. Nonostante le denunce di alcuni genitori, il 39enne aveva continuato ad importunare altre adolescenti, fino all'arresto della polizia

Contattava le sue vittime - ragazzine intorno ai 13 anni - sui social network attraverso falsi profili, 'presentandosi' di volta in volta come una coetanea interessata a fare amicizia. Ma dietro quei nomi inventati - “Vale Bho”, “Francesco Bho”, “Debora Tricarico”, "Paky Spears”,  “Ma Spe” e “Giada Campanelli” - si nascondeva invece un uomo di 39 anni, residente nel barese, arrestato oggi dalla polizia con le accuse di di corruzione di minorenne, pornografìa minorile e adescamento di minorenni.

Dopo un preliminare scambio di battute, l'uomo cominciava ad inviare alle minori un notevole numero di filmati audio/video che lo riproducevano, senza mostrare il volto, disteso su un letto all’interno di una stanza  nell’atto di masturbarsi.

La denuncia presentata da alcuni genitori ha fatto partire le indagini della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bari. Ciononostante, il 39enne non ha desistito: “Non mi bloccare tanto ho molti profili”, “ho il modem criptato e quindi nessuno può trovarmi”, avrebbe detto  in chat alle sue vittime continuando ad importunarle.

Nel corso delle indagini, i poliziotti hanno proceduto con la perquisizione ed il sequestro di diverso materiale informatico e oggetti, per lo più complementi di arredo, ritenuti utili ai fini investigativi, ma nonostante ciò l’uomo si è procurato altre apparecchiature informatiche per continuare a molestare altre minorenni.

In particolare, in un caso il 39enne, dopo essersi presentato con il nome di “Checco” e aver dichiarato di avere 16 anni e mezzo, ha dato inizio ad una relazione sentimentale con una adolescente, convincendola con varie promesse ad inviare sue foto intime e rassicurandola sul fatto che avrebbe cancellato il video.

Secondo quanto accertato finora dagli investigatori, i reati sono stati commessi nel periodo tra il 13 marzo e il 1 settembre 2015 nei confronti di sei minorenni  tutte di sesso femminile e di età inferiore ai quattordici anni. Proseguono comunque le indagini, finalizzate ad accertare ulteriori reati commessi dall’uomo. La Polizia di Stato invita i genitori ad accertare se i propri figli abbiano ricevuto dai profili già citati analoghi messaggi.

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