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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Processo Case di cura riunite, assoluzione in Appello per il manager Biallo e il boss Parisi

Per i due è caduta l'accusa di associazione mafiosa nell'ambito del processo 'Speranza'. Decisione che potrebbe riaprire la vicenda giudiziaria per il gestore Cavallari, condannato nel 1995

Assolti perché 'il fatto non sussiste': cadono le accuse di associazione mafiosa per l'ex manager barese delle Case di cura riunite (Ccr), Paolo Biallo, e il boss mafioso barese Savino Parisi, entrambi imputati nel processo 'Speranza'. A deciderlo in mattinata sono stati i giudici della terza sezione penale della Corte di Appello di Bari, al termine dell'udienza sul mai provato intreccio tra mafia, affari e politica risalente agli anni '90 nella gestione delle Ccr di Francesco Cavallari. L'uomo, definito il 'Re Mida' della sanità privata pugliese, le gestiva in convenzione con la Regione Puglia.

Una sentenza importante, perché potrebbe riaprire la vicenda processuale che coinvolge Cavallari, il quale nel 1995 patteggiò per questi fatti una condanna a 22 mesi di reclusione per associazione mafiosa, falso in bilancio e corruzione. Cavallari è l'unico imputato condannato, tramite patteggiamento, per un reato associativo mafioso a seguito del quale ha subito la confisca del patrimonio per 350 miliardi di lire.

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