Cronaca

Processo Domino, escluse le intercettazioni della deputata Savino

Le telefonate della parlamentare Pdl Elvira Savino con il presunto cassiere dei clan Di Cosola e Parisi, risalenti al 2008, non saranno utilizzate nel processo: la Procura non chiese alla Camera l'autorizzazione a usarle

Saranno escluse dal processo Domino le conversazioni telefoniche della deputata Pdl Elvira Savino, indirettamente intercettata a partire dall'aprile 2008 nell'ambito di un'inchiesta che coinvolge 46 persone, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, tentato omicidio, traffico internazionale di droga, usura, turbativa d'asta e riciclaggio.

Il nome della parlamentare emerse dalle intercettazioni fatte sull'utenza telefonica di Michele Labellarte, ritenuto dagli inquirenti il cassiere dei clan Di Cosola e Parisi. In base al contenuto di quelle telefonate, gli investigatori ipotizzano che la Savino abbia aiutato Michele Labellarte a riciclare il denaro illecito del clan Parisi – Stramaglia. Elvira Savino, dunque, avrebbe prestato il suo nome per un conto corrente utilizzato da Labellarte per ‘lavare’ il denaro. Lo stesso deputato, inoltre, avrebbe cercato di intercedere col ministro alla Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, per valorizzare il progetto del campus Universitario a Valenzano. Questa struttura, che avrebbe dovuto ospitare alloggi per studenti, sarebbe dovuta sorgere al fine di riciclare i soldi provento delle bancarotte fraudolente imputate a Labellarte.


Il presidente della Prima sezione collegiale del tribunale di Bari, accogliendo la richiesta del difensore della Savino, ha deciso ieri di escludere dal processo le intercettazioni riguardanti la parlamentare, in quanto all'epoca dei fatti la Procura non avrebbe chiesto alla Camera l'autorizzazione ad utilizzarle.

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