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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Un protocollo per la gestione dei beni confiscati, siglato l'accordo tra istituzioni

A sottoscrivere l'intesa Tribunale di Bari, Camera di Commercio di Bari, Libera, Comune di Bari, Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

Un protocollo di intesa tra istituzioni, per l'avvio di un tavolo tecnico che serva a definire le linee degli interventi per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Il documento, il primo del genere mai siglato a Bari, è stato sottoscritto ieri da Francesca La Malfa, presidente Tribunale di Bari, Misure di prevenzione, Angela Partipilo, direttore generale Unioncamere Puglia, Prefetto Umberto Postiglione, direttore Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Alessandro Cobianchi, referente regionale Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Antonio De Caro, sindaco Comune di Bari. La firma si è svolta alla presenza del vice presidente nazionale di Libera, Davide Pati.

A coordinare il tavolo, e a indicare ulteriori direttive operative, sarà il tribunale di Bari. "Il protocollo - spiega una nota di Libera Puglia - è stato pensato per superare le molteplici problematiche connesse alla gestione dei beni immobili sequestrati, gli oneri economici in primis ma anche l’assenza di un raccordo tra i soggetti titolari di competenze in materia. Obiettivi principali sono evitare il deterioramento del bene e la conseguente vandalizzazione, e renderlo soprattutto veicolo di sviluppo economico e sociale. In pratica il documento sottoscritto ieri, pone delle basi solide per creare un’azione condivisa che veda coinvolti i firmatari nel perseguire le finalità della normativa vigente ed, eventualmente, nel proporre modifiche o integrazioni della normativa stessa, e individuare così, possibili soluzioni, anche finanziarie, in relazione alle risorse concretamente disponibili".

Il protocollo avrà una durata sperimentale di due anni, che potrà essere eventualmente prorogata. L'accordo inoltre è aperto all'adesione di altre istituzioni.

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