Cronaca

Bif&st, 'Il postino' secondo Radford: "Troisi? Umanità e genio"

Il regista inglese, protagonista della penultima 'Lezione di cinema' al Petruzzelli, racconta la storia del celebre film interpretato dal grande attore napoletano, rispondendo a domande e curiosità: "La Puglia? Mi piace molto"

Michael Radford (al centro)

"Per me, l'essenza del cinema è un close-up, l'inquadratura in primo piano. Così puoi entrare nella testa e nell'anima di qualcuno". Come nel suo film più famoso, del resto, quel 'Postino' capace di consacrarlo tra i registi più intensi e talentuosi della sua generazione, rivelando al mondo il talento di Massimo Troisi, scomparso a lavoro non ancora ultimato.

Michael Radford, inglese, tifoso del Chelsea e cosmopolita, si presenta al pubblico del Bif&st per la penultima delle Lezioni di Cinema, in un Petruzzelli dapprima incantato dalla proiezione della celeberrima pellicola liberamente ispirata al romanzo di Antonio Skàrmeta, ambientata in un'isola del Sud, dove un umile postino stringerà una profonda amicizia con il grande poeta in esilio Pablo Neruda.

Radford racconta come nacque il progetto, vero e proprio testamento artistico di Troisi: "Non fu facile, inizialmente, ma poi Massimo mi convinse facendomi capire l'umanità della gente di Napoli e del Sud, dove c'è grande profondità di spirito". Un rapporto, quello con il grande comico e attore campano, non sempre facile: "Mentre giravamo il film, la troupe seguiva soprattutto lui che, spesso andava a braccio per lunghi minuti. Dovevo intervenire per riportarlo alla sceneggiatura, anche se talvolta mi chiedeva di poter improvvisare. Lui aveva l'immediatezza e i tempi scenici dei grandi attori comici: spesso bastava un solo ciak per completare la scena".

Gli italiani e il loro carattere hanno forse cambiato la vita a Radford, il quale, rivela un curioso aneddoto di gioventù: "Frequentavo l'Università a Oxford quando in un bar, mi si avvicinò una zingara: mi lesse la mano dicendomi di vedere l'Italia nel mio destino. Forse aveva ragione". Difatti, dopo il grande successo de 'Il Postino', arrivato a sfiorare l'Oscar, il regista britannico si è cimentato anche con 'Il Mercante di Venezia' di Shakespeare, interpretato da Al Pacino, ma anche in un bio-pic sulla vita dell'incredibile musicista italo-francese Michel Petrucciani.

Il Belpaese è nel cuore di Radford che dimostra di apprezzare anche la Puglia: "E' una regione che adoro - spiega - ed ero sul punto di venire a girare in Salento un film su una squadra di calcio amatoriale dell'Umbria, in viaggio verso Lecce per un torneo. Non si fece poi più nulla, peccato". L'appuntamento, forse, è solo rimandato.

Il Bif&st numero 5, intanto, si avvia alla chiusura: questa sera, la penultima anteprima internazionale al Petruzzelli ('Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, del regista svedese Felix Herngren'), oltre alla consegna del Fellini Award a Radford. Domani la premiazione delle principali categorie in gara, con la serata finale al teatro Petruzzelli condotta da Antonio Stornaiolo e l'omaggio alla carriera di Andrea Camilleri.

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