Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Assalti armati ai tir di sigarette sull'asse Cerignola-Bari: sgominata banda

Cinque le persone arrestate tra Bari e Foggia, altre tre sono ricercate. Secondo la Procura di Foggia che ha coordinato le indagini sarebbero responsabili di almeno due colpi milionari messi a segno negli ultimi due mesi

Le attrezzature utlizzate dalla banda e sequestrate

Erano dei 'professionisti' degli assalti ai tir carichi di sigarette, come hanno dimostrato anche le sofisticate attrezzature tecnologiche sequestrate, utilizzate per i colpi. In carcere, in seguito alle indagini coordinate dalla Procura di Foggia, sono finite cinque persone, mentre altre tre sono attivamente ricercate.

Tra gli arrestati, due cerignolani, un barese, un bitontino ed un uomo originario di Lavello. (QUI I NOMI DEGLI ARRESTATI). Almeno due, secondo gli investigatori, le recenti rapine milionarie messe a segno dalla banda: la prima il 18 giugno, lungo l’A14, nei pressi dello svincolo per Cerignola Est per un bottino - un carico di tabacchi lavorati esteri (monopolio italiano) - di circa un milione 600mila euro; l’altro colpo soltanto una settimana fa, il 24 luglio.

GUARDA IL VIDEO: LA RICOSTRUZIONE DEGLI ASSALTI E IL BLITZ DELLA POLIZIA

Il carico della seconda rapina è stato ritrovato in un capannone nelle campagne di Orta Nova, dove gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato anche due giubbotti antiproiettile e 4 jammer (inibitori di frequenza) di grosse dimensioni, che il commando usava per schermare letteralmente il carico e l’intero tratto autostradale. Per evitare il blocco motrice che si innesta automaticamente in caso di rapina, il commando entrava in azione con fiamma ossidrica e motrice d’appoggio: in pratica, i banditi bloccavano il traffico autostradale con la minaccia delle armi, poi sganciavano il rimorchio dalla motrice originale e lo agganciavano sulla motrice d’appoggio schermata dall’utilizzo di jammer. Nel caso del secondo colpo, un errore di pochi secondi nella copertura del mezzo ha permesso agli investigatori di intercettare un segnale che li ha condotti in un deposito sulla strada tra Orta Nova e Stornara, dove è stato recuperato il carico milionario e gran parte della strumentazione utilizzata per l'assalto.

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