Cavità nel cantiere di San Marcello, la Soprintendenza: "Nessun sito di interesse archeologico"

Dopo gli accertamenti, arriva la rassicurazione: si tratta di una 'tufara' poi interrata negli anni '60. Il Comune sta comunque valutando l'ipotesi di rendere comunque visibile la cava dal piano terra degli edifici in costruzione

Non un'area di interesse archeologico, ma una cava di calcarenite, risalente probabilmente ai primi decenni del XX secolo e interrata negli anni ’60. A sciogliere ogni dubbio sulla natura delle cavità scoperte durante gli scavi per i lavori del P.I.R.P. San Marcello, tra via Fanelli e via Fortunato, è la Soprintendenza. Dopo le segnalazioni del ritrovamento di tracce di un possibile ambiente ipogeo, e dopo i primi sopralluoghi effettuati nelle scorse settimane,  la Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio ha incaricato degli archeologi di compiere ulteriori verifiche delle sezioni di scavo per l’individuazione di emergenze, strutture o stratigrafie archeologiche. 

"Nessun sito di interesse archeologico"

"Tali attività - informa una nota di Palazzo di Città - hanno consentito di identificare e delimitare una cava di calcarenite a cielo aperto, con pareti alte circa 2 metri dal piano di campagna. Lungo le sezioni della cava risultano, infatti, evidenti i segni della cavatura di blocchi di forma squadrata e alcuni segni che ricalcano il lavoro degli strumenti impiegati". "Al momento, quindi, - si legge ancora nella nota - l’unico elemento di particolare evidenza è dato da una fossa rettangolare di 2,57 x 1,50 metri (orientata in senso nord/sud) ricavata a gradoni nel banco roccioso, che rappresenta il risultato di opere di saggio per le attività di cava finalizzate a valutare le potenzialità estrattive. Una cavità artificiale a pianta quadrangolare di 4 x 2, 80 metri e l’altezza di 2.50 metri, che viene definita ipogeo, si apre invece lungo una delle sezioni della cava, vicino la fossa rettangolare. Le indagini archeologiche stratigrafiche hanno consentito di mettere la struttura in relazione con le fasi d’uso della cava stessa, dato che le pareti interne del vano rivelano tracce evidenti di attività estrattive e lasciano intendere che l’ambiente veniva utilizzato come vano di servizio della cava, adibito a ricovero degli attrezzi". 
"Allo stato attuale delle verifiche e delle indagini effettuate - dichiara il soprintendente Luigi La Rocca - non si rilevano elementi tali da poter ritenere il sito di interesse archeologico ai sensi del D.Lgs 42/04. Inoltre, ai fini della verifica di possibili emergenze di interesse che potrebbero sopravvenire nella prosecuzione dei lavori di scavo nel cantiere, la Soprintendenza ha comunque prescritto all’impresa esecutrice dei lavori l’assistenza archeologica continuativa a cura degli archeologi già incaricati. Sarà oggetto di successiva valutazione, d’intesa con il Comune di Bari, la possibilità di mantenere traccia delle attività di cava nell’ambito di spazi destinati alla sede degli uffici comunali, sulla base di ipotesi progettuali da verificare anche con l’impresa esecutrice".

Il Comune: "I lavori proseguono"

L'amministrazione starebbe comunque valutando la possibilità di mantenere visibili le cavità. "Il P.I.R.P. - evidenzia l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso - è finalizzato alla rigenerazione urbana di un vasto comprensorio, quello di “San Marcello”, mediante un insieme sistematico di interventi pubblici e privati tra loro coordinati, tutti recentemente sbloccati dall’amministrazione comunale, dando così seguito a un’importante riqualificazione dell’intera area. Tranquillizziamo tutti sulla prosecuzione di questi lavori, in considerazione della non rilevanza archeologica dei rinvenimenti di una tufara emersa durante le operazioni di scavo. Pur tuttavia valuteremo la possibilità di conservare evidenza degli stessi all’interno degli spazi pubblici al piano terra dei nuovi uffici comunali, compatibilmente con le specificità del progetto e l’effettivo livello di interesse complessivo che la cava di calcarenite nel suo insieme evidenzierà, una volta terminate le operazioni di scavo, tuttora in corso con l’assistenza archeologica continuativa in cantiere".

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Gli interventi previsti dal Pirp San Marcello

Nello specifico le opere previste dal PIRP, molte delle quali già cantierizzate e altre di prossimo avvio, riguardano il rinnovo delle urbanizzazioni primarie (fogna bianca, fogna nera, pubblica illuminazione), il risanamento degli immobili IACP, la realizzazione di nuove piste ciclabili, nuova edilizia residenziale privata e residenziale pubblica per persone in difficoltà, la nuova sede degli uffici comunali del Municipio e una complessiva sistemazione urbana con giardini, parcheggi, viabilità, zone pedonali, arredi urbani e impianti sportivi. L’area interessata dagli scavi è quella corrispondente alla sede degli uffici comunali, dove sono previsti un parcheggio interrato di superficie pari 2.600 metri quadri e un archivio-deposito di 500 metri quadri. Si svilupperà per 4 piani fuori terra, con una superficie complessiva pari a 2.400 metri quadri, per lo svolgimento delle funzioni istituzionali e sociali connesse al decentramento amministrativo del Municipio II.

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