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San Pio, guerra tra gruppi criminali per il controllo dello spaccio: tre arresti

I provvedimenti notificati in carcere a tre persone, affiliate rispettivamente ai Di Cosola e agli Strisciuglio, contrapposti nella lotta che a febbraio scorso sfociò in una serie di episodi di sangue nel quartiere a nord della città

Sarebbero i responsabili di alcuni degli episodi di sangue che nei primi mesi del 2016 si sono susseguiti nel quartiere San Pio, legati al contrasto tra due diversi gruppi criminali. Con questa accusa carabinieri e polizia hanno eseguito oggi, a Foggia, Potenza e Colorno (Parma), un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre persone: Saverio Faccilongo, 30 anni, Giuseppe Cacucci, 22 anni, Nicola Lorusso, 23 anni, tutti con precedenti di polizia, contigui ai clan contrapposti “Di Cosola” e “Strisciuglio”, ritenuti responsabili, a vario titolo, di due tentati omicidi, di porto e detenzioni di armi da fuoco, anche da guerra e violazione della sorveglianza speciale di p.s., con l'aggravante del metodo mafioso.

VIDEO: L'OPERAZIONE DELLA POLIZIA

Le indagini, condotte da Squadra Mobile e Nucleo Investigativo dei Carabinieri, supportate da attività tecniche e dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno permesso di ricostruire il contrasto tra il clan Strisciuglio, attivo nel quartiere San Pio e di cui Faccilongo è ritenuto esponente di spicco, e un gruppo di persone riconducibili ad ambienti criminali vicini ai clan Di Cosola e Capriati. La 'guerra' tra i due gruppi criminali, sfociata a febbraio in una serie di fatti di sangue, aveva come come obiettivo principale, in particolare, il controllo delle attività di spaccio, e avrebbe visto prevalere il clan Strisciuglio, con una vera e propria "epurazione" da San Pio degli avversari, costretti a ritirarsi dal quartiere.

A Faccilongo è stata contestata la partecipazione all’assalto armato, avvenuto il 7 febbraio 2016, all’interno di un circolo ricreativo del quartiere a nord di Bari, quando vennero esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco con un kalashnikov. Lorusso e Cacucci, appartenenti invece al gruppo che si contrapponeva agli Strisciuglio e riconducibile ai Di Cosola-Capriati, sono invece ritenuti responsabili rispettivamente del tentato omicidio dello stesso Faccilongo, avvenuto il 30 gennaio 2016, e dell'agguato a Giuseppe Drago, avvenuto il 14 febbraio 2016.

A Faccilongo e a Lorusso la misura cautelare è stata eseguita presso le Case Circondariali di Foggia e Potenza dove si trovano già detenuti per altri reati,  mentre Cacucci, ai domiciliari a Colorno, è stato condotto in carcere a Parma.

Insieme all’esecuzione della misura cautelare sono state eseguite numerose perquisizioni nei quartieri San Paolo e San Pio, nei confronti di soggetti contigui al clan Strisciuglio, che hanno portato all’arresto del 26enne Pietro Mercoledisanto, con precedenti di polizia, responsabile di detenzione, ai fini della commercializzazione, di sostanze stupefacenti.

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