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Santa Rita, furto nel centro ‘Don Tonino Bello’: "I cittadini difendano questo posto"

Nella notte tra venerdì e sabato ignoti hanno portato via una cucina che sarebbe servita per laboratori rivolti ad adulti e ragazzi. La coordinatrice del centro: "Se tutti i residenti sentissero propria questa struttura, non avremmo neppure bisogno di telecamere"

Questione di pochi giorni, il tempo di attendere la consegna di un pezzo mancante. Poi la cucina sarebbe stata assemblata e resa funzionante, e finalmente nel centro polivalente per minori e famiglie 'Don Tonino Bello', al quartiere Santa Rita, sarebbero partiti i laboratori. Ma non ce n'è stato neppure il tempo. Nella notte tra venerdì e sabato, qualcuno è entrato nella struttura, portando via i fornelli e tutto ciò che era stato acquistato per far partire le attività.

"Stavamo preparando una sorpresa, anche i ragazzi avrebbero collaborato all'allestimento della cucina, sarebbe stata una festa, e invece?". Clara Nanna, coordinatrice del centro sociale 'Don Tonino Bello', alza le spalle e si guarda intorno. La struttura, inaugurata circa sei anni fa dal Comune, organizza una serie di attività per bambini e ragazzi dai 6 ai 24 anni, dal servizio di sostegno scolastico, alle attività ludiche e ricreative. Ma al centro si rivolgono anche adulti e famiglie. C'è chi chiede consulenze psicologiche, chi l'intervento degli operatori per risolvere situazioni familiari complesse. Ma non solo. "E' come se fossimo un grande front office", dice Nanna, riferendosi alle richieste di aiuto più disparate alle quali devono rispondere ogni giorno. Non ultime quelle di chi è alla ricerca di un lavoro. Anche da qui era nata l'idea dei laboratori di cucina, aperti a tutti i frequentatori del centro. Per i più piccoli sarebbe stata un'esperienza ludica, per gli adulti un'occasione di socializzazione, ma per i ragazzi più grandi, alla ricerca di inserimento lavorativo - spiega Clara Nanna - si sarebbero organizzati dei corsi mirati ad acquisire competenze più specifiche, anche in collaborazione con il vicino istituto alberghiero 'Calamandrei'.

In questo quartiere del periferico IV Municipio, in cui i servizi sono a dir poco carenti e l'unico luogo di aggregazione è rappresentato dalla parrocchia, che sorge proprio di fronte al centro, il 'Don Tonino Bello' è diventato negli anni un punto di riferimento importante per ragazzi e famiglie. I furti, però, non sono mai mancati. Facilitati anche dall'assenza di videosorveglianza e dalla presenza, lungo tutto il perimetro dell'edificio, di porte-finestre particolarmente facili da aprire. In passato, i ladri avevano colpito ancora, portando via computer, materiale per le attività, una volta persino gli estintori. Di certo, chi venerdì ha portato via la cucina, non poteva non conoscere il centro, i suoi orari, i suoi accessi, sapeva ciò che avrebbe trovato. Gli ingressi della struttura, poi, sono tutt'altro che nascosti: su due lati, l'edificio dista pochi metri dalle finestre delle case popolari del quartiere.

E allora, sottolinea la coordinatrice del centro, il vero problema non è più quello del singolo furto in sé. Ma quello di far comprendere il valore del centro come bene comune, di fare in modo che si attivi una sorta di 'controllo sociale' per impedire che episodi simili possano accadere. "Se le persone del territorio, a qualsiasi titolo, sentissero propria la funzione di questo centro, non ci sarebbe bisogno neppure di telecamere. E' questo l'obiettivo da raggiungere", riflette Clara Nanna. "Anche perché - prosegue con un esempio concreto - se il centro subisce un furto o un danno, magari poi sarà costretto a portare al campo scuola estivo un ragazzino in meno, perché avrà meno soldi". "Ciascun frequentatore del centro, ciascun adulto, ciascun soggetto educante che appartiene a questo territorio - conclude Nanna - dovrebbe per primo farsi portatore di questo messaggio, dire ai più giovani: mi raccomando, siate voi stessi a tutelare il centro".

Quello che è certo, è che per quest'anno i laboratori di cucina non partiranno. I soldi per rimpiazzare le attrezzature rubate non ci sono, e bisognerà aspettare. "Vedremo, in base al budget che avremo a disposizione il prossimo anno", dice la responsabile del centro. Intanto, se qualcuno rubando quella cucina potrà aver pensato di 'fare un affare', a farne le spese è l'intera comunità di Santa Rita.

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