Sicurezza Stradale in Puglia, incidenti in calo nel 2010. La statale 16 la strada più pericolosa

Bari si conferma come maglia nera in Puglia, con il maggior numero di incidenti (37,1%) e di feriti (35,8%), ma non per i decessi, in cui Foggia detiene lo scettro con il 25,8% del totale

Un momento della conferenza stampa di stamattina

Maschio, tra i 45 e i 64 anni, guida in città. È l’identikit del conducente tipico coinvolto in incidenti stradali in Puglia nel 2010. Lo rivela il terzo Rapporto sulla Sicurezza Stradale nella nostra regione, relativo al 2010, a cura del Cremms (Centro Regionale di monitoraggio della sicurezza stradale), ricerca frutto di un protocollo d’intesa siglato nel 2008 con l’Istat.

E le notizie provvisorie, in quanto i dati ufficiali Istat si avranno a novembre) appaiono positive, nonostante la tragicità del tema: sinistri in calo del 4,9% rispetto al 2009, così come i feriti (-2,5%) e i decessi (-3,3%), rispettivamente 12.186, 20.813 e 291. Dati leggermente superiori alle stime Istat nel primo caso (-3,9%), appena inferiori per quanto riguarda gli altri aspetti (-3,7% e -5,6%). Bari si conferma come maglia nera in Puglia, con il maggior numero di incidenti (37,1%) e di feriti (35,8%), ma non per i decessi, in cui Foggia detiene lo scettro con il 25,8% del totale; nello stesso tempo, però, il capoluogo è anche la provincia in cui il calo dei sinistri rispetto al 2009 è stato maggiore, con -7,2%. Il dato si spiega anche con il fatto che la provincia di Bari è la più popolosa della regione, quindi il numero di sinistri è proporzionale.

Ma dove avviene il maggior numero di incidenti? Qui è necessaria una distinzione: in città i sinistri sono più frequenti, il 69% del totale, ma è nelle strade extraurbane che si registrano più vittime. Il dato si spiega con la maggiore congestione del traffico nei centri urbani, che spesso innesca incidenti anche di live entità; molto più semplice, invece, restare coinvolti in incidenti mortali su strade statali e provinciali, dove la tendenza a premere l’acceleratore è più diffusa. Ne è prova anche la riconferma del record negativo di strada più pericolosa di Puglia per la Ss 16, che attraversa in lungo il territorio regionale: 450 incidenti, 905 feriti e 24 morti nel 2010; a seguire nella classifica di pericolosità, la Sp 231 che collega Andria e Canosa, con 76 incidenti, 130 feriti e 8 morti, e la Ss 89, con 41 sinistri, 80 feriti e 7 morti. Sorprendentemente, la maggior parte degli incidenti avviene su rettilinei, in prossimità di incroci e in condizioni atmosferiche e stradali buone. In crescita dell’1,1% i sinistri che vedono coinvolti pedoni.

Complice probabilmente l’intensificarsi degli spostamenti per le vacanze, anche nel 2010 luglio si conferma come il mese nero per numero di incidenti (9,6%) e di feriti (9,2%), mentre il record per i decessi spetta a marzo (10,8%) e ottobre (10,5%). Meno incidenti e feriti nel secondo semestre dell’anno, ma più morti rispetto ai primi 6 mesi. Inoltre il venerdì risulta essere il giorno della settimana in cui si verificano più incidenti, il 15,9% e in cui ci sono più feriti (15,1%), mentre la domenica è quello in cui ve ne sono di meno: in compenso, nel giorno dedicato al risposo vi sono più morti, il 21%, dato che conferma quello del 2009. Non così diffuse da noi le cosiddette ‘stragi del sabato sera’: solo il 21% degli incidenti è infatti avvenuto nelle ore serali e notturne. Di poche, ma dirette parole l’assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini: “Questo studio ci serve per capire quali sono gli ambiti in cui intervenire con politiche pubbliche che non siano solo repressive, ma soprattutto culturali, soprattutto per quanto riguarda gli incidenti che vedono coinvolti i giovani – ha affermato Minervini – bisogna distruggere il mito della macchina e incentivare il trasporto pubblico non solo come necessità, ma come vero e proprio status”.
 

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