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Il signor Franco con alcuni dei suoi cani

Il signor Franco con alcuni dei suoi cani

"I randagi sono una seconda famiglia": la storia di Franco e dei suoi 100 amici a 4 zampe

Da 30 anni Franco Pellegrino accudisce i cani abbandonati in due rifugi nella zona industriale e al San Paolo. Insieme alla onlus 'Legalo al cuore' ha creato una rete per l'adozione dei randagi

"I cani? Sono un po' come una seconda famiglia. E alla famiglia si dedica gran parte della propria giornata". Sorride Franco Pellegrino mentre ci accoglie all'ingresso di uno dei suoi due rifugi per randagi nella zona industriale di Bari. Attorno gli si accalca una parte del centinaio di cani abbandonati che ormai da più di 25 anni assiste con amore, tra mille difficoltà, con tanto dispendio economico e tempo impiegato. 

Una giornata ad assistere gli animali

Bari questa mattina si è risvegliata sotto un forte acquazzone, ma questo non gli ha impedito di venire a pulire le cucce dei circa 80 animali che custodisce nel capannone. "Gli altri sono in un secondo rifugio nella zona del San Paolo - spiega Franco -, dove mi aiuta una volontaria. Sono qui dalle 6.30 della mattina". Ha da poco superato i 70 anni quello che tutti definiscono 'il re dei randagi', ma conserva ancora l'energia di un ventenne, nonostante si sia anche operato all'anca. "Solitamente passo in compagnia dei cani tutta la mattinata e il pomeriggio, fino alle 19" racconta mentre riempie le ciotole per i suoi amici. Li chiama tutti rigorosamente per nome, dicendo di preferire nomi semplici. Ogni tanto, però,  influsso della cultura televisiva si avverte, e così conosciamo anche Laika, Barbie, Boss e persino Belen. Una memoria formidabile, visti i tanti animali presenti, ma come lui stesso spiega, "se c'è chi ricorda i nomi di tutti i calciatori, perché non dovrei ricordare quelli di coloro con cui passo tutta la giornata". Non è tifoso Franco, e gli amici a quattro zampe sono la sua 'squadra del cuore'.

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Ora che è pensionato ha più tempo da dedicare a loro, ma il feeling con i randagi era nato già 30 anni fa, quando lavorava in un'impresa di carpenteria meccanica nella zona industriale di Bari. "Ogni giorno mi premuravo di portar loro da mangiare quello che rimaneva dalla mensa - racconta -. La zona era una discarica e c'erano decine di animali che vagavano per le strade". Dopo circa cinque anni la cura degli animali diventa un lavoro a tempo pieno e Franco si premura di trovare un rifugio per i suoi nuovi amici pelosi, che nel frattempo erano aumentati. "Da circa 10 anni li ospito qui. All'inizio giravo per supermercati e macellerie, raccogliendo tutti gli alimenti che in alternativa sarebbero stati buttati, ora invece ci sono i volontari che mi danno una mano".

La collaborazione con 'Legalo al cuore'

Da alcuni anni, infatti, il 're dei randagi' ha iniziato a collaborare con la onlus 'Legalo al cuore', creando così una rete che accompagna il randagio attraverso le fasi di cura (visite mediche e alimentazione), per poi cercare qualche nuovo padrone per i cani abbandonati. "Ne arrivano così tanti che ormai quasi perdo il conto - prosegue Franco -. Molte persone che non vogliono più tenere un cane, sapendo che sono qui, lo lasciano davanti al cancello. Tre mesi fa ritrovai sei cuccioli: qualcuno li aveva abbandonati in una gabbia per conigli". E così, senza nessun aiuto da parte delle istituzioni, il signor Franco prosegue il suo lavoro di salvaguardia degli animali, nell'attesa che possano trovare l'amore di un nuovo padrone. "I canili e i rifugi sono pieni di cani abbandonati - commentano da Legalo al cuore - in cerca di casa e il gesto più generoso che possiamo compiere è accogliere in famiglia uno di loro". Nel frattempo ad accudirli ci pensa Franco, che ha già trovato chi continuerà la sua missione quando lui non ci sarà più: "Ci sono tanti volontari - conclude - che hanno preso a cuore, come me, questo compito. I randagi avranno sempre un tetto sotto cui riposare e una ciotola piena per mangiare"

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