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Linguaggio in codice e giro d'affari da 2mila euro al giorno: "Così gestivano il mercato della droga nel Barese"

Un gruppo criminale operante tra Trani e Palo del Colle disarticolato dai carabinieri: la banda avrebbe rifornito le piazze di smercio di grossi quantitivi di hashish, marijuana, cocaina ed eroina, indicata come 'Angela'

Quattro persone in carcere, sei ai domiciliari, altre dieci sottoposte all'obbligo di dimora. E' il bilancio dell'operazione antidroga portata a termine questa mattina dai carabinieri. Il gruppo avrebbe rifornito le principali piazze di spaccio nel nord e nell'hinterland barese con grossi quantitativi di hashish, marijuana, cocaina ed eroina, procurandosi guadagni di diverse migliaia di euro al giorno. 

Le indagini 

I fatti contestati scaturiscono da un’indagine, convenzionalmente denominata 'Angel', avviata nel febbraio e conclusa nel maggio 2016 dal Nucleo Operativo della Compagnia di Trani, partita da un'altra complessa vicenda giudiziaria tuttora in corso, nell’ambito della quale emergevano elementi indiziari dell’esistenza del fervente mercato della droga.

Il video dell'operazione dei carabinieri

La cocaina era 'Angela': un giro d'affari da duemila euro al giorno

Nel corso delle investigazioni, condotte attraverso attività tecniche e di osservazione, controllo e pedinamento, è stata comprovata la materiale disponibilità in capo ai malfattori tanto di droghe leggere quanto di droghe pesanti, facendo registrare nuovamente una significativa diffusione dell’eroina, convenzionalmente denominata “Angela” nelle conversazioni. L’inchiesta ha altresì documentato come gli indagati "dimostrassero spiccata propensione a delinquere" atteso il continuo utilizzo di utenze fittiziamente intestate a terzi, oltre che di un linguaggio volutamente criptico, per evitare le 'attenzioni' dell’Arma. Nel corso dell'inchiesta è stato possibile ipotizzare che il gruppo riuscisse a capitalizzare circa 2.000 euro al giorno dalle vendite illecite. 

I vertici del gruppo

Figure di primo piano della banda sarebbero state quelle di Francesco Pace e Giacomo Geronimo, nonché nei fratelli Claudio e Roberto Bufano - tutti originari di Palo del Colle e  in carcere per cause affini a quelle oggetto di attuale contestazione - elementi emergenti nel panorama malavitoso della zona, capaci di approvvigionare stupefacenti e di gestire una rete di decine di spacciatori. 

L’attività investigativa ha permesso, tra l’altro, trarre in arresto in flagranza di reato dieci persone, denunciare in stato di libertà altre dieci persone, segnalare all’autorità Prefettizia otto persone e sequestrare complessivamente circa 200 grammi di eroina, cocaina, hashish e marijuana già nella fase delle indagini.

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