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Cronaca San Paolo

Feriti a colpi di pistola in auto, quattro arresti per l'agguato al San Paolo: la sparatoria e lo scontro tra clan rivali

L'episodio lo scorso 19 marzo in viale delle Regioni: a rimanere feriti un 24enne, e la sua ragazza colpita di striscio. L'episodio sarebbe stato una risposta ai colpi esplosi poco prima dallo stesso giovane contro l'abitazione di uno dei presunti responsabili 

Un agguato scaturito come risposta ad un'azione compiuta poche ore prima dalla vittima, nell'ambito di uno scontro tra gruppi criminali rivali. Sarebbe questo, secondo quanto ricostruito dalle indagini, il contesto della sparatoria avvenuta la sera dello scorso 19 marzo in viale delle Regioni, al quartiere San Paolo, in cui rimasero feriti un 24enne e la sua ragazza minorenne, feriti a colpi di pistola mentre si trovavano in auto.

Per quell'episodio, in mattinata i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Bari, con il supporto di personale del 6° Nucleo elicotteri e del Nucleo cinofili di Modugno, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare nei confronti quattro persone, condotte in carcere, e di una quinta sottoposta all’obbligo di dimora nel comune di residenza, ritenute responsabili, a vario titolo, di concorso in duplice tentato omicidio, favoreggiamento, porto e detenzione di arma comune da sparo, esplosione di colpi di arma da fuoco, con la aggravante del metodo mafioso. Gli arrestati sono il 28enne Davide Pascazio, il 45enne Giovanni Montani, il 48enne Michele Minella, e il 24enne Nicola Cassano. 

Secondo l’impostazione accusatoria della Direzione Distrettuale Antimafia e del Gip del Tribunale di Bari, alle ore 19.30 circa del 19 marzo scorso, in viale delle Regioni, strada centrale del quartiere San Paolo, i tre uomini di 48, 45 e 28 anni, a bordo di un’auto Citroen C2 avrebbero affiancato la Suzuki Ignis condotta dal 24enne ed esploso almeno sette colpi di arma da fuoco, ferendo il giovane all’anca e alla coscia destra, e colpendo di striscio la fidanzata minorenne alla gamba sinistra e alla caviglia destra. Secondo quanto emerso dalle indagini, dietro l'agguato ci sarebbe stata la volontà di rispondere all’aggressione del 24enne, appartenente a un gruppo rivale, che a sua volta poche ore prima avrebbe esploso dei colpi di arma da fuoco nei confronti dell’abitazione di uno dei tre uomini, fortunatamente senza provocare feriti.  

Una quinta persona indagata, una donna di 48 anni, si sarebbe adoperata per eludere le indagini degli investigatori e favorire l’impunità dei tre autori del duplice ferimento, fornendo false dichiarazioni e sporgendo una falsa denuncia di furto dell’auto utilizzata per l’agguato, in realtà fatta demolire, ricevendo, in cambio, tre mila euro quale risarcimento.

Le indagini, condotte dai militari del Nucleo Investigativo e coordinate dalla Procura della Repubblica - D.D.A. - di Bari, sviluppate perlopiù mediante servizi di osservazione e pedinamento e per mezzo di attività tecniche, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati e di individuare il movente dei fatti. Il quadro indiziario raccolto dai Carabinieri a carico degli indagati è stato condiviso dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che ha avanzato una richiesta di emissione di misura cautelare. Il Gip del Tribunale di Bari, accogliendo tale richiesta, ha disposto dunque il collocamento in carcere per i tre presunti autori dello scontro a fuoco e l’obbligo di dimora per la donna che si sarebbe adoperata per eludere le indagini.
 

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