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Fu ucciso nell'attentato delle Brigate Rosse 40 anni fa: una stele in ricordo del poliziotto Michele Tatulli

Originario di Bitonto, nel 2004 il suo sacrificio gli era valso una Medaglia d'oro al merito civile. Il monumento commemorativo è stato scoperto nel Commissariato di Bitonto

Una cerimonia per ricordare Michele Tatulli, poliziotto bitonto che 40 anni fu trucidato a Milano in un attentato rivendicato dalle Brigate Rosse. Azione che era valsa nel 2004 anche una Medaglia d'oro al merito civile, conferita con decreto del presidente della Repubblica in quanto "Componente di una pattuglia automontata - si legge nella motivazione - in servizio di vigilanza a scuole e fabbriche, veniva mortalmente raggiunto da numerosi colpi di arma da fuoco esplosigli contro da un gruppo di terroristi in un vile e proditorio agguato. Nobile esempio di elette virtù civiche ed altro senso del dovere".

A Tatulli è stata dedicata oggi una stele, installata nell’atrio del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Bitonto, con l’incisione di una targa commemorativa che ne ricorda il sacrificio. Alla cerimonia di scoprimento del monumento, erano presenti il vice capo della Polizia di Stato con funzioni vicarie, prefetto Antonio De Iesu, Questore di Bari tra il 2014 e il 2016, oltre alle massime autorità istituzionali locali, civili e militari, e ai familiari della vittima.

Successivamente, al teatro comunale “Traetta” di Bitonto si è svolto un incontro alla presenza di 126 alunni delle scuole secondarie di secondo grado invitati dal Comune di Bitonto, durante il quale è stata ricordata la figura di Michele Tatulli, estendendo la riflessione al contesto storico nel quale è maturato l’attentato di cui è stato vittima. Incontro impreziosito dalla proiezione di un filmato sull'attentato che l'ha visto vittima e sugli 'Anni di piombo', e dall'intervento di diversi rappresentanti delle forze dell'ordine, tra cui il questore di Bari, Giuseppe Bisogno, e il prefetto di Bari, Antonella Bellomo.

La biografia di Michele Tatulli

Nato a Bitonto il 28 agosto 1955, Michele Tatulli era stato assunto nell’Amministrazione della P.S. nel settembre 1974 e, dopo aver frequentato la Scuola Allievi Agenti di Trieste, era stato assegnato al Reparto Celere di Milano prima e, successivamente, alla Questura di Milano, Commissariato di Porta Ticinese. Impegnato in un servizio di perlustrazione nella zona sud della città a bordo di auto civetta, veniva speronato da una Fiat 128 bianca, i cui occupanti sparavano a lui e agli due colleghi di pattuglia, uccidendoli. L’episodio fu rivendicato dalle “Brigate Rosse”, con centinaia di volantini, firmati “Colonna Walter Alasia”. Nel successivo processo gli autori dell’attentato furono individuati in Nicolò De Maria (alla guida della 128) e Barbara Balzerani, Mario Moretti e Nicola Giannicola, esecutori materiali.

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