Cronaca

Stanze d'albergo al posto del frantoio, sei condanne a Casamassima

Si conclude il processo relativo alla costruzione del complesso alberghiero "Villa Azzone", edificato in una zona protetta da vincolo paesaggistico e destinata ad area agricola. Tra i condannati il costruttore e il capo dell'Ufficio tecnico del Comune

Si conclude dopo cinque anni la vicenda relativa al complesso alberghiero "Villa Azzone" di Casamassima, costruito abusivamente in un zona sottoposta a vincolo paesaggistico e destinata ad area agricola. Il cantiere, sequestrato nel novembre 2007, avrebbe portato alla realizzazione abusiva di sette appartamenti, bar, sala breakfast e una sala convegni al posto di un vecchio frantoio oleario.

Il processo si è concluso con la condanna a 8 mesi di reclusione (pena sospesa) e al pagamento di 30mila euro di multa per sei persone: le amministratrici della società "Le Agavi" (proprietaria dell'immobile, Mariangela Azzone, di 65 anni, di Bari, e Alda Malcangi, 87enne barese) i progettisti Armando De Cillis, 69enne di Bari, e Angelo Orofino, 82enne di Casamassima, il costruttore Antonio Forte, 47enne, di Altamura e il dirigente dell'ufficio tecnico di Casamassima, il 62enne Alessandro L'Abbate.

Il giudice ha disposto la confisca dei terreni abusivamente lottizzati e degli edifici già edificati, "con acquisizione gratuita al patrimonio del Comune di Casamassima". Gli imputati sono stati condannati anche al risarcimento danni alle parti civili, Wwf e Codacons, da quantificare in un procedimento civile.

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