Economia

Crisi, cala ancora l'occupazione: in Puglia è al 41,8%

La rilevazione di Confartigianato Imprese, relativa all'ultimo trimestre del 2014, sulla base di dati Istat: occupazione ancora in discesa, sebbene con alcune differenze tra le province. A Bari tasso fermo al 45,1%

L'occupazione in Puglia continua a calare. A fotografare la situazione del mercato del lavoro pugliese, relativa all'ultimo trimestre del 2014, è un'indagine elaborata dal Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia, sulla base di dati Istat.

Nel periodo preso in esame, il tasso di occupazione nella nostra regione si è attestato al 41,8%, per un totale di un milione 130mila occupati, registrando un lieve decremento rispetto al 42% del trimestre precedente.

Esaminando il dato negli anni, il calo risulta evidente soprattutto nel passaggio dal 2012 agli anni successivi: nel 2012, infatti, la percentuale era del 44,9 %, per poi passare al 42,3 del 2013 e al 41,8% di fine 2014.

Per quanto riguarda in particolare l'ultimo trimestre del 2014, la situazione dell'occupazione in Puglia è comunque diversificata a seconda delle province: Bari si ferma al 45,1 per cento (contro il 45,2 del 2013); più sensibile il calo a Foggia, che scende dal 38,6 al 37,2; Taranto passa dal 42,8 al 41,4 e Lecce dal 42,3 al 41,6. In controtendenza rispetto al 2013 sono invece Brindisi, che passa dal 43 al 44 per cento, e la provincia di Barletta-Andria-Trani, che passa dal 37,7 al 41,4 per cento.

"I dati elaborati dal nostro Centro Studi regionale – commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – evidenziano l’estrema criticità della situazione occupazionale nella nostra regione. Anche nella provincia di Brindisi ed in quella di Barletta-Andria-Trani, dove il dato è in risalita rispetto al 2013, il valore assoluto risulta essere ancora troppo basso. Grande preoccupazione suscita la situazione della provincia di Foggia, in cui dal 2010 ad oggi il numero degli occupati ha subito un crollo verticale. In particolare - continua Sgherza - colpiscono i numeri dell'occupazione femminile: ad oggi solo poco più di una donna pugliese su quattro ha un lavoro regolare e questo è un fatto intollerabile. Auspichiamo che i provvedimenti contenuti nel Jobs Act, unitamente agli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità, contribuiscano in maniera importante a sbloccare il mercato del lavoro. Tuttavia – sottolinea il presidente – questi interventi da soli non bastano per generare occupazione. Sono le imprese, specie quelle piccole e medie, a creare posti di lavoro. Solo attraverso un piano organico di sostegno allo sviluppo imprenditoriale ed incisive riforme in materia di fisco, credito, giustizia civile e burocrazia, la cui ipertrofia è spesso occasione di corruzione, potremo porre le basi per una stabile ripresa occupazionale".

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